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vacanze a cabras

L'abitato di Cabras (Oristano), collocato in prossimità della nota regione lagunare, risale al medioevo (e di quella lontana epoca sono scampate le barche di giunco, adoperate sino agli anni settanta del '900 per navigare nello stagno, denominate “is fassonis".
Dal paese si raggiunge lo stagno di Cabras, incantato paradiso naturale che rappresenta un habitat favorito per avifauna sia stanziale che migratoria, dichiarato nel 1978 zona umida di importanza internazionale.
L'ambiente palustre è luogo preferito di una colonia di fenicotteri rosa, delle folaghe e di, alcune specie rare di anatre; nelle sue acque a bassa salinità vivono i muggini, pesci dal sapore deciso e produttori della squisita bottarga, oltre ad anguille, capitoni, orate, spigole. Dirigendosi verso Tharros, è d'obbligo una sosta a San Salvatore, dove si può osservare la chiesetta omonima, sotto la quale si trova un ipogeo pagano di antiche origini nuragiche e visitato spesso da Puniti e Romani. Più avanti, il villaggio di San Giovanni di Sinis mantiene una caratteristica chiesa omonima di antiche origini paleo-cristiane, modificata durante l’XI secolo: la pietra arenaria locale, adoperata per le strutture murarie, le conferisce un caldo colore dorato.

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Cabras: immagini

Cabras e Tharros A pochi chilometri da Oristano sorge Cabras. Si trova ai bordi dello stagno omonimo, uno tra i più grandi di acqua dolce della Sardegna e comunica col mare attraverso una serie di canali. Un tempo sullo stagno si andava a pesca con imbarcazioni dalla forma appuntita, is fassonis, costruite con erbe