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Vacanze a Venezia

La laguna veneta, che contiene al suo interno Venezia (Veneto), una città unica al mondo, con i suoi 55 mila ettari di estensione, è la più grande d'Italia, rapportabile a pochi altri complessi naturalistici europei. La fondazione di Venezia non fu il primo abitato di questo vasto territorio; tuttavia, delle antiche civiltà che si stanziarono in quest'area, rimangono i nomi o tutt'al più le pietre sulle molte isole. Poco si sa di queste prime forme di colonizzazione, come del resto dell'antica conformazione del territorio.
I dossi sabbiosi delle barene, le valli da pesca e i canneti, i canali e i ghebi, tracciano uno scenario ambientale di unico bellezza, che insieme ai bacini di Grado e Marano rappresenta un'eloquente testimonianza della grande fascia lagunare e deltizia inizialmente estesa dalle foci del Timavo a Ravenna. Fatta eccezione per una piccola enclave che rientra sotto la giurisdizione amministrativa di Padova, la laguna fa parte della provincia di Venezia.
Proprio la presenza della città ha affermato, nei secoli passati, il mantenimento del suo delicato equilibrio ambientale e del prezioso patrimonio floristico e faunistico, con molteplici endemismi esclusivi della laguna o dell'alto Adriatico, grazie al ai continui interventi di cambiamento e di gestione della rete fluviale disposti, già al tempo della Serenissima, dai "Savi alle Acque della Dominante ".

Venezia (Veneto) è una delle città più belle del mondo. Meta ideale per le vacanze degli innamorati, ma anche per gli amanti dell' arte e della bellezza in generale. Un weekend a Venezia (romantico e non) è un'esperienza indimenticabile che chiunque dovrebbe fare.

A Venezia, sono molteplici i fattori storici e ambientali che hanno dato luogo a un impianto cittadino davvero senza eguali al mondo. Nella formazione di Venezia, importante ruolo ebbero gli ordini religiosi, quelli mendicanti per primi giunti a Venezia a metà Duecento.

I loro insediamenti guidarono l'ampliamento urbano intorno ai due nuclei formativi: il polo politico-commerciale di S. Marco-Rialto e l'isola fortificata di S. Pietro dalle origini e per molti secoli sede vescovile. Non lontano dall'antico porto della Serenissima, in S. Marco, s’insediarono gli Eremitani Agostiniani di S. Stefano.

Nella zona più settentrionale del Castello si stabilirono invece i Domenicani e i Francescani.

Questi grandi complessi attirarono la formazione degli istituti di assistenza, dando al Castello un marcato segno, che si ritrova ancora oggi nella vivacità sociale del popolare quartiere, aperto sugli spazi lagunari.

Un altro insediamento francescano sorse in S. Polo, in area allora paludosa, diventando ben presto fulcro della vita religiosa e sociale di Venezia. Anche l'espansione di Cannaregio, in età gotica, dal Canal Grande verso la laguna, fu calamitato dagli insediamenti conventuali, tra cui quello dei Crociferi, passato nel 1657 ai Gesuiti, che dettarono il rinnovamento della chiesa secondo lussuosi modelli romani.

In Dorsoduro, episodio architettonico espressivo fu, nel Trecento, la realizzazione dei Carimini, vicino alla quale sorse due secoli dopo la potente confraternita della Vergine del Carmelo.

Dimora delle molteplici confraternite veneziane erano le Scuole, nate al fine di dare assistenza ad artigiani e commercianti.

San Michele.
Deve l'attuale funzione di cimitero all'intervento che nel 1837 l'unì alla vicina San Cristoforo della Pace, indirizzata a luogo di sepoltura per decreto di Napoleone. Dal 1212 al 1810 l'isola aveva ricevuto una comunità di monaci camaldolesi, che nel 1469 affidarono all'architetto lombardo Mauro Codussi il progetto della chiesa di.S. Michele, benedetta undici anni più tardi. Dietro l'elegante prospetto rinascimentale in pietra d'Istria, si apre un armonico interno a tre
navate con soffitto a cassettoni; nel pavimento di fronte all'ingresso sono conservate le ceneri dello scrittore e scienziato  Paolo Stirpi.

Murano.
Nel 1291 un decreto del Maggior Consiglio veneziano dispose lospostamento sull'isola delle vetrerie destinate in città, al fine di ridurre i rischi d'incendio. Iniziarono così le fortune di Murano, formata da cinque isole tra le quali si snoda il Canal Grande, oltrepassato da un solo ponte, il canale di San Donato e il rio dei Vetrai.
Similmente a quello del capoluogo, il tessuto urbano si addensa lungo i canali e le calli a essi ortogonali, in un'alternanza apparentemente casuale di dimore appartenenti all'aristocrazia veneziana, palazzi della borghesia mercantile e schiere di abitazioni più semplici; le vetrerie si schierano sul fronte dell'abitato rivolto alla laguna.
Proprio di fronte all'approdo dei vaporetti originari da Venezia, palazzo Giustinian, ospita il Museo dell'Arte vetraria. Il percorso di visita, aperto dai vetri originari dalla necropoli di Enona illustra i tipi di lavorazione impiegati nel corso dei secoli: tra le centinaia di pezzi in mostra, risalta la bellissima coppa Barovier in vetro blu.
Vicino al museo si osserva la bellissima abside del Duomo dei Ss. Maria e Donato, tra le più antiche e preziosi architetture veneto-bizantine lagunari, riedificato nel XII secolo con porticato cieco al piano inferiore e loggiato, tutti e due ad archi su colonne binate. Molto bella anche la facciata in cotto, scandita da archi, archetti e lesene, sebbene il dibattuto restauro del 1858-73.
Nell'interno spicca l’eccezionale pavimento musivo, rappresentante un fantastico e intricato bestiario; le tre navate sono distribuite da colonne in marmo greco.

Burano.
Fa da sfondo all'approdo un tipico ambiente lagunare, con la chiesa e il campanile di Torcello a guidare le barene solcate da canali che portano alle valli di pesca. Attività, oggi quasi lasciata, che ha delineato il carattere dell'insediamento, come si può constatare passeggiando lungo le fondamenta Caravelle, Cao e della Pescheria fino all'ampia piazza Baldassarre Galoppi.
Vi affaccia la chiesa di S. Martino con campanile innalzato nel '700 da Andrea Tirali; nell'interno, emerge la Crocifissione di Giovambattista Tiepolo.
Sul lato opposto della piazza, il Museo del Merletto ripercorre la storia di tale lavorazione fin dalla sua introduzione nell'isola, avvenuta nel '500 su iniziativa di alcune nobildonne veneziane.

Torcello
Si è mantenuto quasi per miracolo il centro monumentale dell'abitato, che, dopo aver appreso notevole fioritura durante l'alto medioevo, fu gradualmente abbandonato per il progressivo impaludamento delle acque intorno all'isola. Orti e boschi di tamerici conducono il cammino fino allo spiazzo erboso detto piazza di Torcello, al centro della quale la sedia di Attila era in realtà usata dai tribuni cittadini.

La Cattedrale.
Questa magnifica chiesa, intitolata a santa Maria Assunta, deve le sue forme odierne agli interventi di ampliamento e ristrutturazione del 1008 dell'edificio originario, fondato nel 639.
La facciata è introdotta dai resti dei Battistero e da un nartece allargato nei secoli XIV-XV. Nell'interno meritano attenzione i capitelli finemente intarsiati delle colonne poste a dividere le tre navate inferiori e l'iconostasi rinascimentale che mette all'area presbiteriale, dominata dal mosaico sul catino dell'abside. Da quest"ultima  prende avvio un apparato decorativo di eccezionale unitarietà stilistica e tematica: sul fondale dorato troneggia la Vergine con il Bambino beneficente, cui fa da contraltare in controfacciata, a monito dei fedeli, l’enorme mosaico del Giudizio universale, di scuola veneto-bizantina.
Notevole anche la composizione musiva nell'abside della cappella laterale destra; a sinistra dell'altare, l'iscrizione che festeggia la fondazione del tempio rappresenta il più antico documento conosciuto di storia veneziana. Attraverso il nartece si entra alla chiesa di S. Fosca, i cui volumi, principali in un tamburo cilindrico intorno A quale si stende un portico pentagonale, ne fanno supporre un'origine alto-medievale, anche se il tempio moderno data attorno al 1100. Di fronte al complesso religioso, i trecenteschi palazzi dell’Archivio e del Consiglio ricevono il Museo di Torcello, con reperti dell'insediamento e dell'arca lagunare.

Il Lido di Venezia.
Oggi rivela un carattere in prevalenza residenziale, ma gli alberghi e gli stabilimenti del primo, 900 allineati sul lungo mare, dove si trovano anche il Casinò e il palazzo della Mostra del Cinema, riportano ai fasti di una stazione balneare famosa e cosmopolita. Sulla punta nord-orientale dell'isola, il nucleo di San Nicolò rappresentava l'avamposto a difesa della bocca di porto di Lido, maggiore accesso marittimo al capoluogo, come ricordano i resti del forte de S. Nicolò e il grandioso forte di S. Andrea, innalzato nel 1545-50 da Michele Sanmicheli.
Più a sud, Malamocco si sviluppò a partire dal XIV secolo sulle rovine di un abitato alto-medievale, annientato da un maremoto nel 1107. Proprio al '300 risalgono il palazzo del Podesta e la chiesa di S. Maria Assunta, che conserva un interessante ex voto del pittore Girolamo Forabosco.
A sud dell'isola del Lido, quella di Pellestrina è popolata per lo più da pescatori, concentrati nei villaggi di San Pietro in Volta e Pellestrina.

San Lazzaro degli Armeni.
Spostandosi sul pontile del Lido, rivolto verso Venezia, si può osservare l'isola di San Lazzaro degli Armeni, sede di una comunità mechitarista  insediatasi nel 1717 sulle rovine dell'ospedale-lebbrosario di S. Lazzaro. Il convento, cui fa da cornice un verdeggiante giardino, ospita una biblioteca, una tipografia, un Museo con dipinti, reperti archeologici e una pregiata raccolta di oltre 2000 manoscritti armeni.

Mestre.
Nonostante l'aspetto certamente moderno, il Polo produttivo e industriale di Venezia è di origini antiche, come testimonia l'unica torre superstite della cinta muraria medievale. L'espansione edilizia secondo dopoguerra ha unito l'abitato all’insediamento industriale di Marghera, creato ex novo negli anni venti del '900.

L'oasi di Valle Averto.
Prima di entrare nell'Oasi WWF Valle Averto, Merita un'occhiata la romanica chiesa di S. Maria di Lugo, ascrivibile al X secolo. La riserva, una tra le più rilevanti zone umide della laguna veneta, è aperta al pubblico per visite guidate lungo camminamenti e sentieri naturalistici, attrezzati con capanni e torrette. Presso ilcentro visite di Ca' Tiepola e stato preparato il Museo del territorio della valli e della laguna li Venezia, intitolato all'etnografia del bacino.

Chioggia.
Automobili a parte, sembra davvero di essere a Venezia, principalmente quando ci si addentra nelle calli che si dipartono da corso del Popolo e dal canale della Vena, conferendo all'abitato la caratteristica pianta a spina di pesce. L'insediamento originario, però, si allargava sulla terraferma, là dove oggi sorge la stazione balneare di Sottomarina; la decisione di trasferire la città su un'isola fu presa su consiglio di Michele Sanmicheli dopo che Chioggia aveva patito, nel corso dei secoli precedenti, distruzioni e danni per mano di Longobardi, Franchi, Padovani e Genovesi.

Il Duomo.
Dedicata ai patroni locali Ss. Felice e Fortunato, la chiesa originaria, testimoniata fin dal Mille, presentava orientamento inverso rispetto all'edificio attuale, edificato nel terzo decennio del '600 su progetto di Baldassarre Longhena. Unica vestigia del tempio medievale è perciò il campanile, alzato nel 1350. Nell'interno della Cattedrale spicca il pulpito in marmo a sinistra della navata centrale. La vicina chiesa di S. Martino in cotto, conserva un polittico del 1349 assegnato a Paolo Veneziano.

S. Domenico.
Il S. Paolo dipinto nel 1520 da Vittore Carpaccio da solo giustificherebbe una visita a questa chiesa, sorta nel '200 sull'isola omonima e ripetutamente riutilizzata fino al XVIII secolo. Senza però scordare il prezioso Crocifisso in legno all'altare maggiore, di scuola nord-europea e la Deposizione di Leandro Bassano mantenuta a destra del presbiterio.

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