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vacanze ad urbino

Urbino (Marche) è stato disegnato da Federico, duca dal 1442 al 1482, e dal figlio Guidobaldo, che fondò l'Università e fissò la forma urbana definita dal padre stringendola entro il circuito murario. Morto Guidobaldo senza eredi, Urbino passò al nipote Francesco Maria I della Rovere, che spostò la corte a Pesaro, serrando così una stagione artistica che ha avuto pochi eguali nell'Italia del rinascimento. L'Urbino del XXI secolo butta nel futuro il sogno di Federico, proseguendo a essere centro culturale di prestigio internazionale, affollato dagli studenti dell'antica, libera Università e visitato spesso da un turismo culturale che sa valutare anche le proposte del gusto, dai noti tartufi neri della valle del Metauro, ai tipici passatelli e al raro quark, formaggio senza caglio di antica origine.

La cinta muraria fu innalzata da Guidobaldo a inizio '500 con tecniche e ideazioni all'avanguardia per il tempo. Il loro perimetro sottolinea la caratteristica forma a fuso della città. A ridosso del lato ovest si apre piazza del Mercatale, anticamente del mercato. Dà accessibilità al nucleo storico attraverso la splendida rampa elicoidale ideata da Francesco di Giorgio all'interno di un bastione quattrocentesco.

Alla fine della salita al centro storico, il corso Garibaldi permette, una spettacolare visuale sul prospetto ovest del Palazzo Ducale, con i tipici torricini. Vi affaccia il teatro Sanzio, oltre il quale i giardini del Pincio, conseguiti nel 1840 sulle scuderie di Federico, offrono un panorama bellissimo. Il Corso sbocca in piazza Rinascimento, presso il palazzo dell'Università, residenza originaria dei duchi di Monte feltro.

Piazza Rinascimento è di forma stretta e allungala, rappresenta, il cuore dei tessuto urbano cittadino; nel 1737 vi fu posto l'obelisco egizio celebrativo di Clemente XI, facente parte alla famiglia degli Albani, promotori della riconversione urbana nel '700. Vi sorge l'ex chiesa gotica di S. Domenico, con bel portale di metà del Quattrocento.

Il Palazzo Ducale è una rocca rinascimentale che apre le sue forme eleganti al visitatore conte faceva con artisti e letterati che la frequentarono nel secolo aureo della corte urbinate. Cominciato nel nucleo originario che oggi si affaccia sulle sue pregevoli bifore su piazza del Rinascimento nel 1444, fu continuato dopo il 1465 da Luciano Lamina, cui si deve il famoso prospetto occidentale serrato tra i torricini quello orientale ad ali, fu disegnato da Francesco di Giorgio, che sostituì in cantiere nel 1472.
Del Laurana è anche la terminata geometria spaziale del cortile d'Onore, capolavoro del classicismo rinascimentale, percorso da due ordini di iscrizioni celebrative dei Montefeltro, vi prospettavano i locali indirizzati a uso pubblico, tra i quali la biblioteca del Duca. Oggi dal cortile si entra ai sotterranei, con scuderia, stalle, bagni e cucine, e al Museo Archeologico urbinate, che raccoglie preziose epigrafi; in un ambiente vicino sono esposte le formelle con macchine di guerra e di pace raffigurate da Francesco di Giorgio e conseguite da Ambrogio Barocci.
Il piano nobile di Palazzo Ducale, cui sale uno scenografico scalone ideato dai Lauraua e ornalo da Ambrogio Barocci, è occupato dalla maggiore raccolta d'arte della regione, fissata sui nuclei importantissimi delle collezioni dei Moutefeltro e dei Della Rovere. L'eccezionale palinsesto di opere d'arte e strutture architettoniche e ornamentali ne fa uno dei complessi più importanti del rinascimento italiano. Impossibili citare tutti i capolavori, a partire da quelli distribuiti nell'appartamento della Jole con opere di Agostino di Duccio, Luca della Robbia e Francesco di Giorgio; nell’appartamento dei Melaranci, dedicato al Trecento; e nell'appartamento degli ospiti.
L'appartamento del Duca Federico è il fulcro artistico del palazzo e della Galleria nazionale. La sala delle Udienze, ornata con ricche cornici in pietra scolpita, ospita la Flagellazione e la Madonna di Senigalia, capolavori di Piero della Francesca. Lo studiolo del Duca, con ornamenti parietali concretizzate da Baccio Pomelli sui cartoni attribuiti a Piero della Francesca, Bramante e Francesco di Giorgio, è decorato nell'ordine superiore di 14 ritratti di uomini illustri, opera di Giusto di Ganci.
La camera da letto del Duca mantiene un celebre ritratto di Federico da Montefeltro e del tiglio Guidobaldo. Nella sala degli Angeli: Veduta della città ideale di Luciano Laurana o di Piero della Francesca, insolita sintesi della scienza prospettica e degli ideali estetici del tempo; Miracolo dell'Ostia profumata di Paolo Uccello; Comunione degli apostoli di Giusto di Ganci.
Di qui in poi si passa di capolavoro in capolavo ro, in una sequenza di opere, che hanno segnato la storia dell'arte italiana: la Muta di Raffaello, il Cristo Benedicente assegnato a Bramantino, l'Ultima Cena e la Resurrezione di Tiziano e, nella sala del Trono, i sette arazzi su cartone di Raffaello, tessuti a Bruxelles nel Seicento.
Al secondo piano, costruito da Bartolomeo Genoa per Guidobaldo II della Rovere, e per questo detto appartamento roveresco, la sezione pittorica accoglie opere di Federico Barocci e altri, mentre quella ceramica espone a rotazione pregiati perfetti prodotti a Faenza e Siena vicino a stampe e disegni antichi.

Il Duomo si presenta nella veste, neoclassica eseguita da Giuseppe Valadier, che riedificò l'edificio, di Francesco di Giorgio, annientato dal sisma del113 del 1789. Ne rimane la cappella del sacramento, che contiene Ultima Cena di Federico Barocci. Dalla crociera si accede al museo diocesano, dove si trovano gli affreschi al IV secolo, staccati da S. Domenico, un prezioso leggiò inglese duecentesco in bronzo.

La casa di Raffaello si trova nella via che porta il suo nome. La casa del grande artista mantiene, nella stanza dove Raffaello vide la luce 1483, un suo affresco giovanile dedicata alla Madonna col Bambino. La bella residenza quattrocentesca, tipica per gli ambienti disposti attorno alla corte centrale, ospita l'Accademia di Raffaello: incisioni, copie e dipinti di dipinti.

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