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vacanze a fano

A Fano (Pesaro/Urbino) furono i Malatesta, signori di Fano, dopo la distruzione da parte dei Goti, che rinnovarono la cerchia muraria e il tessuto urbano. L'apertura del porto-canale nel XVII secolo e la crescita del turismo balneare da metà Ottocento hanno spostato lentamentel'interesse della cittadina verso il mare.

L'arco di Augusto iniziato nell'anno 2 in segno di ringraziamento per la fondazione della  città, è in pietra arenaria nobilitata da un rivestimento di travertino. Di classico impianto a tre archi, ha la parte superiore mancante, distrutta dai soldati di Federico da Montefeltro durante l'assedio della città: una raffigurazione completa compare sulla facciata dell'adiacente ex chiesa di S. Michele. Oltre l'ingresso, le leggiadre logge di S. Michele sviluppano il porticato dei 1495 e il cortile quattrocentesco, mentre la loggetta è completamento in stile.

La Cattedrale fu edificata nel X secolo e già totalmente ricostruita nel 1140, si presenta oggi in forme romaniche. Merita una visiti l'interno per i rilievi romanici sul pulpito e per la cappella Nofi con affreschi del Domenichino e una Madonna in gloria diLudovico Carracci.

Il palazzo Mallatesia è formato di due edifici nei quali la famiglia dei Malatesta abitò fino al 1463, ospita il Museo civico e la Pinacoteca, che sollevano materiali datati dal neolitico all’età contemporanea. Nella sezione archeologica spiccano alcune statue e preziosi mosaici.
Nella pinacoteca meritano attenzione la Madonna in trono col Bambino e Ss. di Giovanni Santi, l'Angelo custode del Guercino, Annunciazione di Guido Reni e Davide con la testa di Golia del Donienichino.

S. Pietro ad Valium è una chiesa seicentesca è interessante principalmente per l'interno, di fastose forme barocche impreziosite da affreschi, stucchi e dorature, secondo il gusto dell'epoca. Non lontana, la Biblioteca malatestiana raccoglie un importante patrimonio di cinquecentine, cui si aggiungono due globi del 1688 e arredi originali.

Le Arche malatestiane sono due, e furono poste nel Seicento sotto il porticato della chiesa di S. Francesco del XIV secolo. Appartengono, la prima a Paola Bianca Malatesta, ha seconda, attribuita a Leon Battista Alberti, a Pandolfo III.

S. Maria Nuova ha un bel portale rinascimentale, ma è l'interno ad attirare l'attenzione per un'importante opera del Perugino: Madonna e santi eseguita con l'aiuto del giovane Raffaello.
La Rocca malatestiana si trova in posizione simmetrica rispetto al bastione del Sangallo, opera di rinforzo cinquecentesco delle mura, occupa l'angolo nord-occidentale del perimetro malatestiano. Costruita da Sigismondo Malatesta a metà Quattrocento, è robusta nella struttura a pianta trapezoidale, circondati da un profondo fossato. Non lontano dalla fortezza è visibile un tratto delle mura augustee, con torri e  porte di accesso alla città romana.

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