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vacanze a città di castello

Città di Castello (Perugia) è una calma e ariosa città, rinnovata tra Quattro e Cinquecento dai Vitelli, colti signori dei Castello. I quattro membri della famiglia si fecero innalzare altrettanti nobili palazzi, uno per quartiere, dando un'impronta inconfondibile a intere porzioni del tessuto urbano, rifà con vie grandi e piazze armoniche secondo il gusto estetico del tempo. Giunsero in quegli anni a lavorare in città, chiamate dai Vitelli, artisti del calibro di Luca Signorelli, Raffaello, Giorgio Vasari, il Rosso Fiorentino, che vi hanno lasciato alcuni capolavori.
Il clima culturale di questa piccola capitale ha nei secoli condizionato anche la tradizione artigianale, che nella tipografia e nella tessitura ha giunto vertici tra ì più alti di tutta l'Umbria. Il Novecento ha tenuto viva l'attenzione alle arti, come dimostra Alberto Burri, il grande pittore contemporaneo nativo di qui.

L'impianto originale dei Duomo, intitolato ai Ss. Floridio e Amanzo, risale al1’XI secolo, ma la struttura è stata molto modificata fra Tre e Seicento. Di questo succedersi di stili sono testimoni il campanile romanico, il portale sinistro gotico e la facciata seicentesca.
Nell'adiacente Museo del Duomo, un'attenzione speciale va rivolta al capolavoro del Rosso Fiorentino e al tesoro di Canoscio, splendida collezione di argenti sbalzati per uso liturgico.

Nella stessa piazza centrale, l'antico palazzo comunale è opera di Angelo da Orvieto, che lo edificò con potente rivestimento a bugnato nel 1322-28. Di fronte si slancia la torre civica alla fiancata dal Palazzo vescovile, rinnovato nelle forme del XII secolo,

La visita di Città di Castello non può non considerare dalla fervida attività edilizia della famiglia Vitelli, che, modificò la struttura urbanistica e l'aspetto della città.
Il più antico è il palazzo Vitelli in Piazza, costruito a partire dalla fine del Quattrocento in forme toscane; la sua realizzazione indicò la nuova organizzazione dello spazio di fronte, ossia l'odierna piazza Matteotti. Nel rione S. Egidio sorse, a metà '500, il palazzo Vitelli a Sant'Egidio, con maestosa facciata a bugnato aperta da due portali e tripla serie di finestre; all’'interno fu decorato da artisti emiliani sotto la guida di Prospero Fontana.
Il palazzo Vitelli alla Cannoniera fu commissionato da Alessandro Vitelli, che volle innalzare la sua casa al posto di una vecchia fonderia di cannoni, nelle forme tipiche delle residenze nobiliari cinquecentesche. Per questo a pensare il progetto della facciata fu rivolto, attorno al 1532, Giorgio Vasari. All'interno si conservano decorazioni del Doceno, che eseguì anche i preziosi graffiti della facciata.
L'edificio è ora Pinacoteca comunale, che ha i sui vertici del gonfalone della SS. Trinità, esclusiva opera di Raffaello rimasta in città, e nel Martirio di S. Sebastiano di Luca Signorelli. Infine, nel rione S. Giacomo, un altro palazzo Vitelli è raffinata architettura del primo '500.

La Collezione Burri è ospitata nel quattrocentesco palazzo Albizzini e voluta nel 1978 da Alberto Burri, nato a Città di Castello nel 1915, contiene 130 opere del maestro realizzate tra il 1948 e il 1989, mentre una biblioteca, una fototeca e un archivio ininterrottamente aggiornati documentano l'attività dell'artista, che è tra i protagonisti dell'arte contemporanea. Altre 128 opere di grandi dimensioni sono esposte alla periferia sud della città, nell’affascinante cornice degli ex seccatoi del tabacco, che rappresentano un modello ammirevole di riuso di un'architettura produttiva, su progetto dello stesso Burri.

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