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vacanze ad arezzo

Ad Arezzo (Toscana) una passeggiata al centro storico non può che evocare sensazioni forti, per la bellezza che sgorga da ogni passo, dalle nobili facciate dei palazzi, dalle piazze monumentali e dagli edifici religiosi che evocano le memorie del forte e fiero Comune ghibellino.
Etrusca prima, romana poi, risplendente nel Duecento fino alla disfatta nel 1289, di nuovo grande nel Trecento, assoggettata ma non piegata alla guelfa Firenze, Arezzo apprese nel Quattrocento una delle più forti stagioni artistiche della storia italiana.

S. Francesco fu fondata nel duecento e rifatta in forme gotiche umbro-toscane nel secolo successivo e poi riutilizzata questa basilica ha facciata incompiuta che prospetta sulla piazza più animata della città “moderna”.
Nell’unica navata di stile francescano, la chiesa contiene un tesoro prezioso: la leggenda della Vera Croce, l’eccezionale ciclo di affreschi fatto da Piero Della Francesca tra il 1453 e il 1466, ispirato alla leggenda Aurea duecentesca di Jacopo da Varagine.
Il recente restauro ha permesso di aumentare la complessa iconografia di Piero e ha rinsaldato come questo ciclo sia uno dei roccaforti della pittura italiana del rinascimento: la critica lo ritiene per novità tecniche e cambiamenti stilistiche  un’opera rivoluzionaria.

Corso Italia , è il maggiore asse viario di Arezzo e oggi ne riproduce l'anima commerciale elegante, che collega la parte bassa della città con quella alta. Percorrendolo si arriva alla pieve di Santa Maria testimonianza del romanico toscano, iniziata nel 1140 e 'la superba facciata trecentesca ad arcate cieche e tre ordini sovrapposti di logge di limpida influenza pisano-lucchese.
Nell'interno a tre navate, lo sguardo è focalizzato dal grande polittico da Pietro Lorenzetti nel 1320-24.

Piazza Grande, il cuore vivo di Arezzo medievale, è un gioiello da assaporare con calma, scoprendone i monumenti e principalmente le atmosfere. Accanto all’abside della Pieve e alla cinquecentesca fontana, spicca il palazzo della Fraternità dei laici, gotico–rinascimentale, costruito tra il 1434 e il 1460, con campanile che alloggia uno splendido orologio del 1552, in grado di segnare, oltre alle ore, i giorni e le fasi lunari e il moto del sole. Importante anche palazzo delle Logge, porticato, innalzato nel 1573 su disegno di Giorgio Vasari.

Il Duomo fu cominciato nel 1278 in forme gotiche, finito nel primo Cinquecento e largamente rimaneggiato tra il 1901 e il 1914, il Duomo conserva un bel portale trecentesco sul fianco destro. Ma è nell’imponente interno, a tre navate, che i capolavori noti si contano: prima di tutto le splendide vetrate di inizio Cinquecento, quasi tutte opera di Guillaume de Marcillat. Nella navata sinistra, la Maddalena, affresco di Piero Della Francesca; in fondo alla navata: la settecentesca cappella della Madonna del Conforto ha belle terrecotte di Andrea della Robbia. Da vedere anche l'arca di S. Donato, opera quattrocentesca di maestranze fiorentine posta sull'altare maggiore, e la tomba del vescovo Guido Tarlati. L'annesso Museo Diocesano mantiene poche ma rilevanti opere d'arte, tra le quali spiccano tre fondamentali Crocifissi lignei del '200, un impressionante S Girolamo nel deserto di Bartolomeo della Gatta e dipinti di Spinello Aretino, Giorgio Vasari e Luca Signorelli.

S. Domenico è una chiesa in stile romanico-gotico, costruita tra il 1275 e la fine del MV secolo, è data dal suo interno ricco di opere d'arte, tra le quali primeggia il grande Crocifisso su tavola dell'altare maggiore, bellissima opera giovanile di Cimabue, nella quale per la prima volta il Cristo è rappresentato nella sofferenza umana della morte.

La dimora di Giorgio Vasari ad Arezzo sorge poco lontano, in via XX Settembre.
Collocata a metà del Cinquecento e decorata da lui stesso con fregi sui soffitti a cassettoni e affreschi alle pareti, oggi è Museo e Archivio vasariano. che raccoglie testi e oggetti d'arte dell’ artista e del suo tempo.

Museo statale d'Arte medievale e moderna è fondamentale per comprendere l'evoluzione della cultura aretina, è allestito nel cinqueentesco palazzo della Dogana. Tanti i capolavori raccolti nelle sue sale, sia sculture sia dipinti. Si spazia dal Duecento pittorico di Margarito d'Arezzo, al Quattrocento illustrato da Bartolomeo della Gatta e da Spinello Aretino, al primo Cinquecento di Luca Signorelli e quello più maturo del Vasari. Splendida la ceramiche, tra le più rilevanti d’Italia che copre un arco temporale dal XV al XVIII secolo

Nel Museo Archeologico nazionale sono raccolte nel monastero di S. Bernardo, innalzato nel '300 attorno e sopra all'anfiteatro romano e impreziosito nel '600 dal bel loggiato ellittico. Il Museo raccoglie reperti dal territorio aretino insieme a varie collezioni ottocentesche. Di epoca etrusca ci sono rare monete e belle ceramiche di derivazione greca. Nella sezione romana risaltano invece le terre sigillate a vernice brillante, che decoravano le mense dei ricchi in età imperiale.

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