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monti del matese

Un lungo contrafforte di rocce calcaree ricoperto sui fianchi di macchie e di selve, che si alza fino ai 2050 in del monte Miletto, sul quale si batterono gli ultimi Sanniti.
Il versante settentrionale del massiccio digrada dolcemente verso la piana di Bojano, in un succedersi di declivi ricoperti di magri pascoli, radi boschetti, valli su cui sovrastano isolati spuntoni di roccia e colline gradualmente ondulate. Fra i boschi che popolano quest’ area, al primo- posto si trovano vaste faggete, accostate da foreste di querce, lecci, cerri, castagni e noci.
Numerose sono anche le erbe medicinali tra cui la genziana, la genzianella, la belladonna e l'inopo. La fauna locale è piuttosto ridotta anche perché, all'epoca del brigantaggio, furono sterminati gli ultimi orsi e divennero piuttosto rari í cinghiali e i caprioli. Molteplici sono invece volpi, lupi, lepri, martore, tassi, gatti selvatici e faine. Sulle pareti rocciose del Miletto nidificano le aquile, mentre lungo í corsi d'acqua si possono incontrare anitre, beccacce e molteplici trampolieri.
La porzione occidentali, del Molise è collocata a cavallo tra i due fronti dell'Appennino: Trigno e Biferno sono fiumi adriatici ma, per giungere alle maestose rovine di Saepium, si varca il Tammaro che tramite il Volturno manda le sue acque al Tirreno.

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