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vacanze a ragusa

Ragusa (Sicilia), in passato attraversò la consueta serie di dominazioni che accomunò centri più antichi della Sicilia: Romani, Bizantini, Arabi, Normanni e, infine, le signorie locali dei Chiaramonte e dei Cabrera.
Ma è il catastrofico terremoto del 1693 a fare da spartiacque nella storia di Ragusa. Infatti, con la riedificazione, all'antica lbla (questo il primo nome della città), che risorse ricalcata sull'impianto medievale con il nome di Ragusa "iusu", si affiancò una Ragusa "supra" di nuova edificazione: due differenti città, dunque, riunite nel nome unico di Ragusa solo nel 1926. È ancora il terremoto, a dare origine al grande rinnovamento che coinvolge l'architettura ragusana, con un barocco espressivo capace di invadere ogni modanatura dei nuovi edifici, con balconi che sembrano gallerie di personaggi mitologici o sacre rappresentazioni.

La Cattedrale, costruita tra il 1706 e il 1760 come perno della ricostruzione successiva al sisma, è preceduta da una leziosa terrazza che poggia su un portico e ha un monumentale portale tardo barocco. Dedicata a S. Giovanni Battista, è contraddistinta all'interno da massicce colonne in pietra asfaltica
ragusana, che la spartiscono in tre navate.

Palazzo Zacco è uno dei più preziosi esemplari di barocco locale, distinguibile dai fitti intagli che percorrono le mensole su cui poggiano i balconi. Ma il palazzo mostra anche altri elementi tipici: il bel portale d'ingresso incorniciato da due colonne, di putti che reggono lo stemma gentilizio dei proprietari e il mascherone grottesco sono stilemi che, con lievi varianti, si ritrovano spesso nelle architetture barocche cittadine.

S. Maria delle Scale è lo spartiacque tra Ibla e Ragusa “supra”, ovvero tra la città vecchia riedificata, e i nuovi quartieri ideati dopo il terremoto. Difesa alla sommità delle scale che da allora mettono in comunicazione le due entità urbane, risale nell'impianto al Trecento, anche se fu riedificata dopo il sisma. Nell'interno le prime due navate sono in stile barocco, la terza mantiene strutture gotiche quattro e cinquecentesche. Ancora più antichi il portale e il pulpito, gotici, appartenenti all'impianto originario.

Distribuiti lungo la Salita Commendatore si notano tre esempi di bel barocco ragusano: il palazzo Nicastro, del 1760, la chiesa e il campanile di S. Maria dell’Itria, costruita una prima volta nel 1629 e ristrutturata nel 1739 e il palazzo dei Cosentini. con messole decorate da preziosi personaggi grotteschi.

Il Duomo di S. Giorgio fu pensato come baricentro della Ragusa “supra", è in brillante posizione dominante al termine di una scenografica scalinata, e mostra una preziosa facciata convessa a tre ordini divisi da cornicioni. Più tarda, del 1830, è la cupola neoclassica, mentre la cancellata in ferro battuto è del 1880.

San Giorgio Vecchio è l’unico residuo del grande edificio religioso intitolato nel Trecento a S. Giorgio, e della struttura originaria mantiene solo il bel portale in stile gotico. Nella lunetta rappresentato S. Giorgio che sopprime il drago.

Il giardino Ibleo è di realizzazione ottocentesca si allarga su un'area un tempo occupata alcune chiese scomparse. Altri edifici religiosi, però, sopravvivono: S. Domenico, con il lezioso campanile decorato da formelle di terracotta policroma; S. Giacomo, con soffitto,neo settecentesco; la chiesa dei Cappuccini, con una grande pala di Pietro Novelli e una Natività.

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