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vacanze ad agrigento

Arrivando ad Agrigento (Sicilia) dalla strada costiera, l'immagine dei templi che l'hanno resa famosa rende ragione a questa convinzione. Ma è cambiando prospettiva che l'illusione si scioglie, Perche di qualsiasi altro punto si osservi Agrigento balza agli occhi il caotico sviluppo edilizio degli anni recenti, fatto di una speculazione e di un'incuria, e alla quale ora si sta ora cercando di porre rimedio. La città, dove gli insediamenti umani risalgono alla preistoria, conobbe la presenza greca dal VII secolo a.C.
Teatro di scontri ininterrotti con i Cartaginesi, ne viene conquistata nel 406 a.C. Resta punita fino al 310 a.C., quando Timoleone la riporta ancora nell'orbita greca. Dominio romano dal 210 a.C., fu sotto gli Arabi ca pitale dei Berberi di Sicilia e rilevante centro della dominazione normanna. Giunta attraverso fasi alterne all'età moderna, oggi accoglie visitatori di tutto il mondo, che vi arrivano principalmente per osservare la sua sfavillante Valle dei 'Templi.

La Cattedrale è stat costruita alla fine dell'XI secolo forse su una preesistente struttura templare greca, ha campanile non terminato a monofore cieche del XV secolo e facciata che denuncia i rifatti interventi effettuati dal Tre al Seicento. L'interno, a croce latina e suddivisa in tre navate, conserva la preziosa arca di S. Gerlando del 1639, una statua della Madonna con Bambino quattrocentesca e begli stucchi barocchi.

S. Maria dei Greci è innalzata su un tempio dorico del V secolo a.C., è un chiaro esempio di continuità dei luoghi di culto attraverso i secoli. La chiesa mostra, all'interno e sotto la navata sinistra, compatti resti delle colonne scanalate di reimpiego.

La casa di Luigi Pirandello era la ricca residenza di campagna della famiglia, accoglie oggi un piccolo museo che espone oggetti e documenti dello scrittore di Uno, nessuno e centomila e di Sei personaggi in cerca d'autore. Nel giardino, di un masso di calcare, è murata l’urna che ne contiene le ceneri.

Centro gravitazionale dell'area è la collina dei Templi, dove rimangono ben conservati alcuni tra i monumenti più famosi dell'antichità classica. Tutti di stile dorico ed edificato in pietra calcarea locale gialla, gli edifici erano forse intonacati con polvere di marmo, come si ricava dal ritrovamento di una patina artificiale bianca su alcune porzioni appartate delle strutture.

Il tempio di Giunone Lacinia con 25 colonne ancora in piedi su un totale di 34, è un vero miracolo di staticità. Edificato attorno alla metà del V secolo a.C., poco prima dell'adiacente tempio della Concordia, è anticipato da un altare destinato ai sacrifici. Poco o nulla resta della cella, caduta a seguito di una scossa tellurica in età medievale.
Tempio della Concordia
Arrivato all'età moderna in perfette condizioni di conservazione strutturale, questo edificio deve la sua fortuna al di essere stato modificato nel IV secolo in basilica, con la conseguente muratura degli spazi tra le colonne e la modificazione della cella quale ancora si leggono le tracce degli ricavati in epoca tardo-antica, il tempio, in origine dedicato a Castore e Polluce.

Il tempio di Gioie Olimpico è stato progettato da Tiranno Terone come uno dei più grandi del mondo antico, fu cominciato dai prigionieri di guerra ma rimase incompiuto. Le colonne, in origine, erano alte 17 metri e avevano un diametro di 4.20 metri; per sostenere le trabeazioni erano state ideate colossali cariatidi dette Telamoni.

Gli scavi, condotti a partire dagli anni cinquanta del Novecento, hanno in effetti riportato alla luce il quartiere ellenistico-romano. Reticolo di vie tracciate perpendicolarmente le une alle altre, alle quali si accumula il quartiere romano, che riadopera le strutture del IV secolo a.C. adornandole con mosaici e decorazioni. Interessanti, con riferimento al periodo romano, sono le tubature dell'acqua e le fognature ,ancora visibili, assieme a elementari impianti di riscaldamento. Il quartiere, abitato con continuità per II secoli, venne poi lasciato nel VII secolo, quando le tensioni del medioevo suggerirono l'insediamento in altura.

Il Museo Archeologico regionale inaugurato nel 1967 accanto ai resti dell’ekklesiasterion del III secolo a.C. e al Tempietto di Flaride, di due secoli più tardo, il Museo occupa in parte la chiesa di ,S. Nicola, del XIII secolo. Espone reperti e opere originari da Agrigento e dal territorio. Tra le ceramiche risaltano alcuni crateri e vasellame da mensa di età classica ed ellenistica, mentre nella sezione scultorea sono apprezzabili il Guerriero accasciato, dal frontone del tempio di Giove Olimpico, e un Telamone originale dallo stesso edificio. Notevole è anche il mosaico della gazzella alla fonte, datato I secolo d.C., e pregevole è il famoso efebo greco riconducibile al 470 a.C.

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