Sestiere Cannaregio
L’intero settore nord-occidentale dell'area urbana racchiuso tra il
Canal Grande e la laguna è occupato da questo sestiere, il cui nome
accenna forse ai canneti qui un tempo verdeggianti o all'importanza
del lungo canale, denominato Regio perché importantissima via di
connessione con la terraferma, almeno fino alla esecuzione, nel
1841, del ponte
ferroviario translagunare. Sul largo e luminoso canale di Cannaregio
si affermarono, in epoca gotica ma soprattutto nel Sei-Settecento,
importanti dimore gentilizie con grandi ordini accanto a edifici di
carattere popolare.
La fascia più prossima al Canal Grande è quella di più antica
fondazione, caratterizzata ancora oggi da un tessuto abbondantemente
urbanizzato e articolato attorno ad affascinanti corti di origine
bizantina.
Il settore settentrionale si modellò invece in epoca gotica, avendo
come fulcro alcuni precedenti insediamenti conventuali; cresciuto
mediante il recupero di aree lagunari, incaricò la caratteristica
con formazione a "insule" parallele, aperte su canali rettilinei e
definite da cortine edilizie con grandi aree libere a orti e
giardini.
Quasi nel punto centrale del sestiere si fondò nel secolo XVI uno
dei più integri esempi di quartiere ebraico ancora oggi disponibili,
formatosi "a riccio" attorno a un vasto campo con alte cortine
edilizie e brillanti sinagoghe. Le differenti tipologie edilizie
definiscono ambienti di grande carattere, dimostrativi della storia
urbana di
Venezia.
Il fascino ambientale è spesso straordinario, avvicinando spazi
monumentali a un tessuto minore di identica bellezza e ricco di
fascini. Data la vastità del sestiere la visita è divisa in tre
percorsi: il primo congiunge la stazione di S. Lucia a Riatto
oltrepassando il sestiere da est a ovest a ridosso del Canal Grande;
il secondo, con partenza dal ponte delle Guglie, è fissato sul
canale di Cannaregio e sull'ex Ghetto ebraico; congiungendosi a
questo, l'ultimo percorso si addentro nel settore nord¬orientale
arrivando la sacca della Misericordia e la
Laguna nord.
Gli ultimi due tracciati possono essere agevolati dall'utilizzo
della linea di vaporetti fermate Ponte delle Guglie, Ponte dei Tre
Archi, S, Alvise, Madonna dell'Orto, Fondamenta Nuove.
Dagli Scalzi a S. Giovanni Crisostomo
La ricostruzione della stazione di S. Lucia, nel 1954, rappresentò
la tappa finale delle profondi cambiamenti che avevano interessato
l'e stremo lembo occidentale del sestiere. L’esecuzione del primo
ponte degli Scalzi e la realizzazione della ferrovia significarono
il decisivo spostamento dell'accesso principale a Venezia dal bacino
di S. Marco.
Gli Scalzi
La chiesa di S.Maria di Nazaret fu innalzata per una comunità di
Carmelitani scalzi spostatasi da Roma. Progettata da Baldassarre
Longhena si ispira nell'impianto e nello sfarzo ornamentale al
barocco romano per precise direttive dei committenti. La facciata di
Giuseppe Sardi si sviluppa su un doppio ordine di colonne binate che
contengono nicchie con statue. L'interno, a unica navata con tre
cappelle di mar mi policromi e sculture, oltre ad affreschi del
Tiepolo.
Campo di S. Geremia
In passato teatro di feste popolari è chiuso sui lati meridionale e
orientale dalle fronti verso terra della chiesa di S. Geremia,
rifabbricata nel 1753-60 con impianto a croce greca e di palazzo
Labia (visite: su appuntamento mercoledì, giovedì e venerdì 15-I6),
una delle più ricche dimore gentilizie veneziane, che fu costruito
tra fine '600 e inizi '700 ed è ora sede della RAI.
Ponte delle Guglie
innalzato con un'ardita soluzione ad arcata unica e in posizione
strategica sul canale di Cannaregio nel 1580, divenne ancor più
considerevole nell'800, prima con l'apertura del
Rio terrà S. Leonardo e poi a seguito della creazione della ferrovia
e della sistemazione del frequentato percorso diretto da gesta a
Rialto.
S. Marcuola
La chiesa dedicata ai Ss. Ermagora e Fortunato prospetta sul campo
omonimo, aperto verso il Canal Grande, con la grande, incompiuta
facciata, restaurata da Antonio Gaspari e Giorgio Massari sulla
parete sinistra del presbiterio, magnifica Ultima cena del
Tintoretto.
Palazzo Vendramin Calergi.
Questa brillante dimora gentilizia, ideata per i Loredan da Mauro
Codussi nel 1481, offre al Canal Grande una classica facciata
arricchita da intarsi policromi, capolavoro del rinascimento
vene¬ziano.
Campo S. Fosca
Prende nome dalla chiesa, fondata nel secolo X e riedificata intorno
al 1679, che vi presenta con una semplice facciata del 1741; al
centro è il monumento a fra' Paolo Sarpi.
In corrispondenza del campo prospetta, su salizzada S. Fosca,
l'interessante palazzo Correr, formato da due unità edilizie gotiche
del secolo XV, di cui una restaurata nel '700.
Strada Nuova
Fu fondamentale per Cannaregio l'apertura di questa arteria
rettilinea pedonale, che da S. Fosca giungeva al campo Ss. Apostoli
producendo un rapido connessione con il polo di Rialto; conseguita
sventrando consistenti porzioni di tessuto edilizio storico. Oltre
al gotico palazzo Giovanelli del '400 ma ristrutturato nel 1847 da
Giovanni Battista Meduna.
Ca' d'Oro
L'elegante ed elaborata facciata di questo palazzo spicca sul Canal
Grande, sporgendo nella pur spiccata monumentalità della via
d'acqua. Trafori marmorei e marmi policromi danno infatti risalto
alla splendida architettura, che un tempo era decorata anche da
diffuse dorature che le hanno dato il nome.
Eretta in forme gotiche nel 1422-40 per il procuratore Marino
Contarini e più volte modificata, rappresenta una residenza di
mercanti tipica della tradizione veneziana, sviluppata attorno a un
affascinante cortile con scala scoperta e vera da pozzo con figure
simboliche, capolavoro di Bartolomeo Bon
Galleria Giorgio Franchetti.
La Ca' d'Oro fu offerta nel 1916 allo Stato dal musicista assieme
alla ricca colle-zione di opere ora mostrate nel museo a lui
dedicato, aumentato da ulteriori lasciti e donazioni.
La Galleria (visite: 8.15-19.15, lunedì 8.15-14; la biglietteria
chiude 30 minuti prima). Nelle stanze che costeggiano gli ampi
porteghi aperti con logge sul canale, oltre allo stupendo S.
Sebastiano del Mantegna sono esposti dipinti di Antonio Vivarini,
del Carpaccio, Giovanni da Rimini, Luca Signorelli, Andrea di
Bartolo, Jacopo del Sellaio; tra le sculture sono da notare l'Apollo
di Pier Jacopo Alari e la Coppia di giovani, capolavoro di Tullio
Lombardo.
Campo S. Sofia
Qui l'animazione della Strada Nuova si accorda con quella del
mercato di Rialto, di fronte e al di là del Canal Grande con il
quale questo spazio è unito mediante un traghetto di gondole. Sul
campo si apre l'ingresso da terra del gotico palazzo Sagredo, la cui
facciata sul canale spicca per la bella esafora bizantina con
sovrapposta quadrifora ad archi ogivali trilobati; all'interno,
notevole scalone assegnato ad Andrea Tirali. In asse col campo, ma
coperta da un anonimo edificio ottocentesco allineato sulla Strada
Nuova, è la chiesa di S. Sofia, rifatta alla fine del secolo XVIII.
Campo Ss. Apostoli
Snodo dei percorsi pedonali dopo l'apertura della Strada Nuova, è
luogo di convergenza a raggiera delle calli che si rivolgono verso
Rialto e le aree settentrionali del sestiere. Si articola in plurimi
spazi minori imperniati sulla chiesa dei Ss. Apostoli, restaurata
nel 1515, che racchiude l'elegante cappella Corner di fine '400
attribuita a Mauro Codussi.
Nelle vicinanze del ponte sull'omonimo rio sorge la Scuola
dell'Angelo Custode, di Andrea Tirali. Varcato il ponte, a sinistra
si può arrivare Ca' da Mosto, interessante casa-fondaco
veneto-bizantina che fu tra le prime dimore mercantili del Canal
Grande, divenuta nota come Albergo del Leon Bianco attivo dal XVI al
XVIII secolo.
S. Giovanni Crisostomo
Il semplice edificio rinascimentale, progettato da Mauro Codussi è
sovrastato in facciata dall'elegante campanile del 1532-90.
Nell'interno, che nella pianta centrale celebra la tradizione
bizantina, spiccano i Ss. Cristoforo, Girolamo e Agostino,
capolavoro della vecchiaia di Giovanni Bellini, e S. Giovanni
Crisostomo e santi, celebre pala di Sebastiano del Piombo.
I luoghi di Marco Polo
L'area dietro la chiesa si articola attorno a corti di impianto
bizantino: nella corte seconda del Milion indicherebbe la casa di
Marco Polo che compì il famoso viaggio in Estremo Oriente e in Cina
descritto nel Milione. Ad aumentare la suggestione della memoria
storica e letteraria concorrono gli elementi architettonici che
ornano questi edifici antichi.
Il canale di Cannaregio e il Ghetto
S. Giobbe
La chiesa, che dà nome a questo tratto delle fondamenta, fu iniziata
in stile gotico nel 1450 e conti¬nuata da Pietro e Tullio Lombardo
in forme rinascimentali dopo il 1471, riproducendo dunque tra le
prime esperienze di quest'arte a Venezia.
La facciata è arricchita dall’elegante decorazione
architettonico-scultorea del portale, opera di Pietro Lombardo.
Nell'interno, prezioso per la decorazione rinascimentale, si aprono
a sinistra dell'unica navata le cappelle denominate a famiglie
magnatizie, ricche di preziose opere. La cappella Contarini conserva
un notevole Presepio di Girolamo Savoldo. Nella cappella costruita
nel '300 per i Martini domina l'influsso dell'arte toscana nella
pala d'altare di Antonio Rossellino e nello stupendo soffitto
rivestito in terracotta invetriata policroma, unico esempio a
Venezia di arte dei Della Robbia.
Fondamenta di Cannaregio
Si sviluppano sul lato opposto del Canale, che si arriva
attraversando il ponte dei Tre Archi, progettato da Andrea Tirali
nel 1688 con una struttura a tre arcate, unica reperibile a Venezia.
Lo sguardo è subito catturato dalla scenografica facciata di palazzo
Surian, cominciato a metà '600 e abitato nel XVIII secolo da Jean
Jacques Rousseau.
Il Ghetto
II campo del Ghetto Nuovo, aperto in uno dei tre settori che
creavano il quartiere ebraico veneziano dove dal 1516 al 1797 venne
decisa la residenza coatta, colpisce per la caratteristica
struttura, defi¬nita e chiusa da edifici considerevolmente
sviluppati in altezza per supplire alla ristrettezza degli spazi
disponibili alla comunità.
Da questo primo nucleo il Ghetto si sviluppò dal 1541 nell'area che
si allunga fino al rio di Cannaregio e, dal 1633, nell'appendice del
Ghetto Nuovissimo.
Le Sinagoghe e il Museo Ebraico
Nel compatto tessuto edilizio, l'affiorare di piccole cupole, senza
visibile connessione con l'architettura inferiore, segna la presenza
delle Sinagoghe, ricavate in edifici precedenti dai quali si
discernono per la serie di alte finestre all'ultimo piano. II numero
elevato deriva dall'organizzazione della comunità ebraica in
nazioni, ciascuna, con propri riti e istituzioni assistenziali ed
educative.
Le più antiche sono la Scuola Grande Tedeca, la Scuola Canton e la
Scuola Italiana che sorgono sul campo del Ghetto Nuovo, sopra i
piccoli portici con colonne che ospitavano le botteghe artigianali e
i banchi di pegno.
Nel vicino Museo Ebraico (visite: 10-17; chiu¬so sabato e festività
ebraiche, il venerdì possi¬ bile chiusura anticipata) sono raccolti
inte¬ressanti esempi dell'arte ebraica veneziana dal '600 all'800.
Verso la Laguna nord
Fondamenta della Senso
La parte nord-orientale del sestiere è programmata lungo rii
paralleli, attorno ai quali si distribuiscono quartieri di
formazione gotica nei quali si distinguono residenze di pregio e
insediamenti conventuali.
Procedendo oltre il Ghetto, passato il rio della Misericordia e le
fondamenta degli Ormesini, si arriva il rio della Senso, servite
dell'omonime fondamenta: qui le suggestioni ambientali sono
evidenziate dalle inconsuete prospettive create sul lungo tracciato
del canale dall'affaccio di semplici case, palazzi e un sobrio
prospetto di chiara intonazione cinquecentesca caratterizza il
palazzo Michiel.
Campo S. Alvise
Per la struttura dell'area, contraddistinta dalla successione a zone
parallele dei vari elementi urbanistici si aprono pochi campi. Fra
questi è S. Alvise, solitario campo-sagrato definito da bassi muri
in mattoni e dall'insediamento religioso omonimo che chiude,
incorniciandola, la fondame tra.
S. Alvise
La chiesa, eretta nel 1388 per S. Luigi vescovo di Tolosa in nudo
laterizio ingemmato solo dal bianco portale d'accesso, si dispone
con perfetta armonia nell'ambiente urbano circostante. L'interno è
ingioiellato da importanti dipinti di Giovanni Battista Tiepolo e
conserva, dell'originaria struttura uno dei primi esempi di barco.
Campo della Madonna dell'Orto
L'originaria pavimentazione in cotto amplifica la bellezza di questo
spazio, definito dal chiostro quattrocentesco del soppresso convento
della Madonna dell'Orto e dall'ex Scuola dei Mercanti, restaurata
nel 1570 dal Palladio. Domina la chiesa della Madonna dell'Orto,
originaria del XIV secolo ma ristrutturata nel successivo.
Sulla magnifica facciata tripartita in cotto, decorata da statue e
con ricco portale, si avvicendano elementi di transizione dal
romanico al gotico e dal gotico al rinascimento.
L'interno della Madonna dell'Orto
Di grande luminosità ha impianto basilicale a tre navate concluse da
absidi. Il fascino dell'architettura si arricchisce di rilevanti
opere pittoriche: S. Giovanni Battista tra i Ss. Pietro, Marco,
Girolamo e Paolo di Cima da Conegliano , Presentazione di Maria al
tempio del Tintoretto; nel presbiterio e nell'abside, grandi tele
dello stesso artista; Madonna col Bambino firmata da Giovanni
Bellini.
Palazzo Mastelli e casa del Tintoretto
Oltre il rio della Madonna dell'Orto, si trova questo palazzo detto
del Cammello dall'altorilievo a destra del balcone: è una
rifacimento quattro-cinquecentesca di un edificio del secolo XII
appartenuto ai ricchi mercanti Mastelli.
S. Maria della Misericordia
La fondamenta dell'Abbazia porta all'appartato campo omonimo, aperto
all'incrocio dei rii della Senso e di Noale, che con l'originaria
pavimentazione in cotto mantiene identico il fascino di un tempo. Lo
definiscono la chiesa di S. Maria Valverde o della Misericordia,
innalzata con la vicina abbazia nel secolo X e più volte
ristrutturata, con facciata barocca nella quale si incastra il
quattrocentesco prospetto della Scuola Vecchia di S. Maria della
Misericordia.
Scuola Nuova di S. Maria della Misericordia
Costruita su progetto del Sansovino si contraddistingue per la
grande mole in laterizio dei prospetti incompiuti. All'interno, la
grande sala terrena è divisa in tre navate da colonne binate; il
vasto salone superiore mantiene affreschi di scuola del Veronese.
Il campo, sopraelevato rispetto al piano della fondamenta della
Misericordia, è definito a ovest dal serrato prospetto tripartito
del fianco di palazzo Lezze, opera di Baldassarre Longhena.
Campo dei Gesuiti
Il campo è insolito per l'impianto molto allungato verso le
Fondamenta Nuove, il lato est è definito dall'ex convento e dalla
chiesa dei Gesuiti, riedificata nel 1730 conformandola ai modelli
della confraternita.
L'eccezionalità del luogo di culto risiede nella virtuosistica e
sfarzoso ornamento interna in marmi, stucchi e affreschi sulla
copertura a volte e a cupola, che rompe l'amplissimo spazio
dell'unica navata rivestendone qualunque superficie; l'Assunta è del
Tintoretto, il Martirio di S. Lorenzo di Tiziano.
Fondamenta Nove
La lunga fondamenta, che collega Cannaregio a Castello, fu innalzata
nel '500 terminando un lungo processo di occupazione delle aree
barenose. Nonostante alcune nobili dimore e lao splendore del
paesaggio lagunare, nel quale affiorano le isole di S. Michele e
Burano, questo percorso battuto dal vento di tramontana ha
conservato il carattere di luogo di passaggio più che di sosta, tra
magazzini laboratori e depositi.
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