Rive di San Marco e Sant'
Elena
Riva degli Schiavoni
Questo percorso, che apre visuali di grande influenza sul Bacino di
S. Marco e sull'ambiente lagunare, fu conseguito forse già nel IX
secolo per unire il centro politico con la prima cattedrale di S.
Pietro in Castello. Si trovavano su questa riva le installazioni dei
marinai della Schiavonia, da cui ha preso il nome. Già con la caduta
della Repubblica la riva perse l'originaria finalità commerciale per
assumere, in periodo napoleonico, la funzione di principale
passeggio verso i Giardini pubblici, istituiti in quegli anni, e di
luogo di insediamento di rilevanti alberghi al servizio del turismo.
Superato il ponte della Paglia, da cui è distinguibile il celebre
ponte dei Sospiri si scende davanti al severo palazzo delle
Prigioni, alzato tra la seconda metà del '500 e l'inizio del '600 in
forme classiche.
A fianco è la dipendenza del rinomato Hotel Danteli, che ha
residenza nel quattrocentesco palazzo Dandolo, con interessanti
interni neogotici. In funzione dal 1822, l'albergo tra i più
importanti di
Venezia.
Campo S. Zaccaria
Due stretti entrate, dalla riva e dal campo S. Provolo,
accompagnano al campo, in origine spazio privato dell'omonimo
complesso conventuale; vi domina l'imponente facciata della chiesa,
accostata dal più modesto prospetto del precedente luogo d culto
conventuale e dal caratteristico campanile in cotto del secolo XIII,
ed è chiuso a nord dalle eleganti arcate - costruite a fine '400 -
che limitavano il cimitero del convento.
S. Zaccaria
La ristrutturazione della chiesa, iniziata intorno al 1440, fu
portata a conclusione nel 1483 – 90 da Mauro Codussi. Lo stesso
sistemò la nuova facciata in pietra bianca conclusa da coronamento a
trittico arcuato.
Lo spazio interno, diviso in tre navate da colonne su alti plinti e
ritmato da leggere arcate, è un ambiente di non comune ariosità e
luminosità, oltre a un attraente intreccio di stili: all'abside
poligonale gotica con deambulatorio a cappelle radiali semicircolari
si intreccia armoniosamente il sistema di coperture con volte a
crociera.
La grandiosa pala della Vergine in trono col Bambino, un angelo
suonatore e santi, di Giovanni Bellini risplende sul secondo altare
a sinistra.
Nella cappella di S. Atanasio, cui si entra dalla navata destra,
Nascita del Battista. del Tintoretto; nella cappella di S. Tarasio,
già parte della zona absidale della chiesa gotica e con entrata
dalla cappella dell'Addolorata.
S. Maria della Visitazione o della Pietà
Faceva parte dell'omonimo ospizio, illustre per l'attività musicale
svolta dalle assistite sotto la direzione di grandi maestri, tra cui
Antonio Vivaldi.
Innalzata nel 1760 su disegno di Giorgio Massari, la chiesa è
composta di un grande atrio d'ingresso, che la isola dai rumori, e
da un'elegante sala ovata, ideata in funzione delle realizzazioni
concertistiche e con soffitto decorato da un affresco di Giovanni
Battista Tiepolo.
Campo Bandiera e Moro o della Bràgora
Collocato ai margini dei più frequentati percorsi pedonali, è un
ambiente urbano di affascinante bellezza. Centro di un nucleo di
formazione predogale, è intitolato ai patrioti veneziani ma anche
alla chiesa di S. Giovanni in Bràgora, nata nell'VIII secolo e con
struttura attuale risalente al 1475-1505.
Nell'interno di linee gotiche, a tre navate coperte da soffitto
ligneo a capriate e concluse da cappelle absidali, prezioso è, nella
navata centrale, il Battesimo di Gesù di Cima da Conegliano; alla
parete destra è un'Ultima cena di Paris Bordon.
Due importanti trittici si trovano lungo la navata destra assieme a
Elena e Costantino di Cima da Conegliano. Alle pareti delle navate
sono sospesi, inoltre, una Testa del Redentore, una Madonna orante
con il bambino e un Cristo risorto di Alvise Vivarini.
Il lato nord del campo è prodotto dal prospetto gotico del palazzo
Dritti con una pentafora ricca di marmi policromi, e da quello
seicentesco di palazzo Soderini.
Il caratteristico campiello del Piovan è impreziosito da pozzo di
rara forma cubica, è definito da un gruppo di case a schiera
cinquecentesche.
Riva Ca' di Dio
Continuazione di riva degli Schiavoni oltre l'ex palazzo Gabrielli,
di fine '300 e ora Hotel Gabrielli-Sandwirth, prende nome dalla Ca'
di Dio, innalzata nel secolo XIII come ospizio per pellegrini e
ricostruita sotto la direzione del Sansovino, con interventi di
Baldassarre Longhena e Bernardino Maccaruzzi.
Campo S. Biagio
Dal ponte dell'Arsenale, che dal 1936 avvicenda il manufatto
girevole in ferro dell'800, si scende in questo spazio delimitato
dalla chiesa di S. Biagio ai Forni, con facciata insolitamente
contraddistinta da quattro piani di finestre. Gli antichi granai,
sul lato orientale, sono ora sede del Museo storico navale.
Riva dei Sette Martiri
Ricorda i veneziani qui fucilati dai nazisti nel 1944. Sull'ampia
banchina che coprì una zona da secoli indirizzata a squeri,
prospetta il seicentesco complesso della Marinaressa, formato da
alloggi popolari che venivano conferiti gratuitamente ai marinai
distintisi per meriti verso la Repubblica.
Giardini pubblici
Gli ,insediamenti religiosi che sorgevano in est'area furono
abbattuti in epoca napoleonica per attrezzare i giardini e innalzare
lo scenografico rapporto con riva. In origine di stile neoclassico,
l'area arde ebbe a metà Ottocento un assestamento all'inglese di
gusto romantico.
Biennale internazionale d'Arte
L'importante rassegna di pittura, grafica, scultura e arte
decorativa, cui partecipano nazioni di tutto il mondo, fu fondata
nel 1895 dall'allora sindaco di Venezia. L'insediamento dei
padiglioni dei singoli paesi, nel 1907¬964, ha creato un importante
museo dell'architettura moderna. Oltre il recinto d'ingresso, un
Male alberato conduce al padiglione Italia.
Lungo il viale si identificano il padiglione Jel Libro e i
padiglioni di Olanda e Finlandia; a destra, in posizione arretrata,
il neoclassico padiglione USA.
Su un secondo viale, chiuso in fondo dal padiglione della Gran
Bretagna, prospettano i padiglioni Francia, Canada, Germania, URSS,
Venezuela e Svizzera. Nell'area che si arriva varcando il rio dei
Giardini sono infine collocati i padiglioni Austria, Venezia,
Polonia, Egitto, Iugoslavia e Romania.
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