Galleria dell' Accademia
Il Museo
Sistemato nel complesso di S. Maria della Carità nel piccolo
campo-sagrato affacciato sul Canal Grande qui oltrepassato dal ponte
dell'Accademia, rappresenta la più integra rassegna di pittura
veneziana e veneta dal XIV al XVIII secolo. Nate nel 1807 da un
primo nucleo della collezione Farsetti e dai saggi degli allievi
dell'Accademia, le Gallerie fu ampliato con i dipinti originari
dalle istituzioni civili e religiose abolite in età napoleonica.
Pittura veneta fra Tre e Quattrocento. L'esposizione inizia dai
maestri del XIV e XV secolo. Tra i dipinti di maggior importanza, la
Giustizia fra gli arcangeli Michele e Gabriele, stupenda
composizione di Jacobello del Fiore; di notevole interesse anche la
Madonna del parto. Fra le opere più importanti, incoronazione della
Vergine, storie di Gesù e storie di S. Francesco, brillante
polittico di Paolo Veneziano. La sala 2 fu preparata nel 1875 per
contenere l'Assunta del Tiziano, poi rimessa ai Frari.
Tra i grandi capolavori del Quattro-Cinquecento sono enumerati i
dipinti di Giovanni Bellini: Madonna che adora il bambino dormiente
e Madonna degli alberetti.
Un cenno merita anche la Madonna dello zodiaco, valutata una delle
opere migliori di Cosmè Tura. La Vecchia (e la celebre Tempesta di
Giorgione evidenziano i caratteri di novità della pittura veneta del
primo '500, a confronto con quella d'influenza toscana del Mantegna.
Una sala è incentrata sulla presenza del S. Giovanni Battista,
capolavoro di Tiziano, del quale si nota la perfetta resa dei
particolari anatomici. Nell'ambiente successivo affiorano la Sacra
Conversazione, una delle prove migliori di Palma il Vecchio, e
soprattutto il Ritratto di gentiluomo di Lorenzo Lotto.
II Veronese, tra i maggiori protagonisti della pittura veneziana e
veneta della seconda metà del '500, è presente con lo Sposalizio
mistico di S. Caterina.
Del Veronese è da segnalare anche Il convito in casa di Levi
realizzato per i Domenicani dei Ss. Giovanni e Paolo: fu così
chiamato, invece che Ultima cena, per sottrarlo alle limitazioni
imposte dal Tribunale dell'Inquisizione.
II Tintoretto conseguì i teleri, splendida la Pietà di Tiziano,
realizzata l'anno stesso della morte, mentre a
Venezia infuriava la
peste, e ultimata da Palma il Giovane.
Il Sei e Settecento.
Oltre ai frammenti del soffitto della chiesa degli Scalzi, dipinto
da Giambattista Tiepolo, meritano attenzione Paesaggio con cavalli
che si abbeverano di Mario Ricci, il David di Domenico Fetti con
influenze caravaggesche, e l'indovina di Gian Battista Piazzetta. Da
indicare anche la presenza del Trasporto della Santa Casa di Loretto
e principalmente dell'Apparizione della Sacra Famiglia a S. Gaetano,
capolavori di Giambattista Tiepolo.
Tra le opere di maestri veneziani vanno indicate la Prospettiva con
portico del Canaletto e alcune opere di Pietro Longhi, in
articolare: Il concerto, Il farmacista, Il mattino della signora
veneziana.
La pittura tra quattro e cinquecento
Si ritorna ai maestri veneziani del ‘400 con gli otto teleri
preparati alla fine di quel secolo da Gentile Bellini, Carpaccio,
Giovanni Mansueti e Lazzaro Bastiabi per la scuola grande di San
Givanni evangelista.
Eccezionale il racconto delle storie di S. Orsola realizzato dal
Carpaccio nel 1490-95, all'interno del quale risalta in particolare
il Sogno di S. Orsola. Tra le altre tele si ricordano: Apoteosi di
S. Orsola e le sue compagne, Il martirio dei pellegrini e i funerali
di S. Orsola, il Ritorno degli ambasciatori e l'incontro dei
pellegrini col papa Ciriaco sotto le mura di Roma. Si nota una bella
Madonna in trono con santi domenicani di Antonio Vivarini.
Nell'ultima sala tutta l'attenzione si concentra sulla splendida
Presentazione della Vergine al tempio, dipinta da Tiziano.
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