Tradizioni ed eventi a
Venezia
Una città come
Venezia con la suo storia secolare vanta tradizioni antiche che
attirano ogni anno milioni di turisti.
Un ruolo principale è certamente svolto dal Carnevale, tra i più
famosi al mondo, non fosse che per lo straordinario scenario delle
calli, dei campielli e degli storici palazzi dove si tengono sfilate
e balli.
Per Venezia il Carnevale è da sempre una delle feste popolari più
amate da tutta la città: e addirittura al 1094 risalgono notizie
circa la sua celebrazione. Circa 200 anni dopo, nel 1296, il giorno
precedente la Quaresima viene dichiarato pubblicamente festività. Da
allora, il Carnevale ha seguito la vita della città, riflettendo le
diverse eventualità storiche: così, per esempio, la grande vittoria
riportata nel 1571 contro i turchi fu pretesto per mascheramenti e
festeggiamenti anche nei carnevali degli anni successivi.
Ma Venezia si impossessò appieno la fama di “città del carnevale”
nel XVIII secolo, quando i signori di tutta Europa scendevano nella
serenissima, per divertirsi tra calli e campi, ridotti e teatri
durante il carnevale vi era una ricca stagione teatrale, alla quale
si uniscono splendide feste private nei palazzi.
Quando la Repubblica crollò e la città perdette a mano a mano
vitalità, anche la tradizione del Carnevale venne lasciata. La
ripresa della tradizione, con festeggiamenti pubblici e privati e
spettacoli teatrali e di tutta la città, risale a vent'anni fa.
Il volo della colombina
Il "volo della colombina" è la celebrazione che segna l'inizio del
Carnevale. La domenica precedente il Giovedì grasso, a mezzogiorno,
piazza San Marco è occupata da turisti e veneziani. Si tratta di una
piccola colomba di cartapesta, che scende lungo un filo teso tra San
Marco e il campanile. A metà del percorso libera sulla testa della
gente una miriade di coriandoli.
La Festa del Redentore
La Festa del Redentore si festeggia la terza domenica di luglio. La
sua origine è collegata alla fine della peste del 1576, quando il
Senato decise di costruire un tempio dedicato a Cristo Redentore e
di recarvisi ogni anno in pellegrinaggio.
Da allora, in occasione della ricorrenza, viene innalzato un lungo
ponte di barche che unisce la Giudecca con le fondamenta delle
Zattere. Il ponte, anticamente percorso dal Senato, dal Doge e dalle
confraternite di devozione, oggi è percorso da una grandiosa
processione dalle nove congregazioni del clero veneziano e dai
fedeli. Per tutta la notte della vigilia la gente festeggia la
ricorrenza con canti, danze e pranzi all'aperto.
Le famiglie si riuniscono per consumare i piatti tipici, come
l'anatra arrosto e le sogliole. Poco prima della mezzanotte, momento
della celebrazione della messa nella chiesa del Redentore, inizia lo
spettacolo pirotecnico che incendia il cielo sul canale della
Giudecca.
La Regata storica
La Regata storica si svolge la prima domenica di settembre e
consiste in una gara a remi tra le particolari imbarcazioni leggere
veneziane. I pupparini, condotti da giovani, le mascarete dalle
donne, i gondolini dai campioni del remo e le caorline da più
rematori sono anticipati dal fastoso corteo storico delle bissone,
che ricorda l'accoglienza a Venezia, nel 1489, di Caterina Cornaro.
Ricca in discesa di una nobile famiglia veneziana e sposa nel 1472
del re di Cipro Giacomo di Lusignano, Caterina alla morte prematura
del marito e dell'erede ancora in fasce divenne regina. In cambio
della rinuncia al trono di Cipro in favore di Venezia, le vennero
conferiti quattordici feudi nella terraferma veneta, tra i quali
Asolo.
Il suggestivo corteo si sgroviglia 'lungo il Canal Grande
accompagnato dalla musica e, insieme alle barche che ricordano
l'avvenimento sulle quali si riempiono di personaggi in costumi
d'epoca.
La parata del corteo storico è seguita dai molteplici regatanti:
soltanto i migliori vogatori, in rappresentanza del loro sestiere
partecipano alla gara e, se uno stesso vogatore vince la regata per
più anni consecutivi, la contrada in cui abita lo considera eroe
ufficiale e gli rende onore con doni e feste.
Lo Sposalizio del mare
Lo Sposalizio del mare, detto anche regata della Sensa è una regata
nella quale i vogatori si misurano su gondole a quattro remi. Il
percorso, secondo antica tradizione, inizia in bacino San Marco e
termine davanti al tempio di S. Nicolò del Lido. Questa regata fa
parte delle celebrazioni per l'annuale e antica Festa dea Sensa,
ossia dell'Ascensione, durante la quale il Doge a bordo del
Bucintoro, con un eccellente corteo di barche usciva in mare aperto.
La sua origine sembra riconnettere alla vittoriosa conquista della
Dalmazia da parte del doge Pietro Orseolo
Intorno nell'anno 1000, ma la forma rituale conclusiva risale al
tempo del doge Sebastiano Ziani che, in compenso dei servigi resi
alla Chiesa, avrebbe avuto in dono dal Papa il simbolico anello con
cui doveva percorrere ogni anno il rito. In questa occasione il
doge, la signoria, il clero e gli raggiungevano l'imboccatura del
porto del Lido a bordo del Bucintoro e seguiti da un corteo popolare
di barche ornate a festa. Il mare veniva benedetto dal Patriarca,
quindi veniva lanciato in mare l'anello pronunciando la frase: «In
segno di eterno dominio, Noi, doge di Venezia, ti sposiamo, o mare».
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