Cucina di Venezia: ricette,
piatti, prodotti tipici
Peculiarità della cucina di
Venezia è la diversità dei suoi piatti e la diversa origine
degli ingredienti. Niente di più naturale in una città che, nata
sull'acqua della sua laguna, ha sempre mantenuto forti legami con
l'entroterra, per non parlare degli scambi commerciali che i menanti
veneziani intrattenevano con i paesi più lontani, dal nord
dell'Europa all'Estremo Oriente.
Ecco, quindi, arrivare il baccalà lungo le rotte del Baltico, le
spezie preziose dalle carovane dell'Asia ma anche, più
semplicemente, le verdure fresche dalle isole dell'estuario, il
pesce dalle acque della laguna, la selvaggina cacciata in barena.
Malgrado gli elementi a posizione non fossero numerosi la cucina
veneziana è riuscita a conseguire una rilevante varietà di piatti e
gusti grazie anche all'uso di numerose spezie.
Anche la necessità di preservare i cibi per i viaggi in mare ha
originato interessanti piatti come le sarde in saor, i vari
insaccati e i prodotti sotto sale.
Cucina di mare e terra
Come altre cucine regionali anche quella veneziana era ritmata dal
ritmo delle ragioni. Per il giorno di San Marco, 25 aprile, massima
,importanza religiosa della repubblica veneziana, veniva servito in
tavola il famoso piatto di risi e bisi, minestra poco brodosa ed
alquanto consistente a base di riso e piselli.
A luglio, con la festa del Redentore veniva organizzata l'onora in
teda.
Ovvero anitra arrostita, tagliata poi a piccoli pezzi e rivestiti
questi di una salsa fatta a base di peperoni, salame, fegato
dell'anitra e ritagli della stessa, il tutto battuto e passato poi
al setaccio.
A novembre con la festa della Madonna della Salute, il 21 del mese,
i veneziani organizzavano la costradina, piatto d'obbligo sulle
mense di tutti, ricchi e poveri. Carne di castrato di Dalmazia,
bollita a lungo due volte, la prima volta per smacchiare, la seconda
per portarla alla cottura definitiva. Per Natale invece il piatto
d'obbligo era delineato dall’anguilla tagliata a pezzi e cucinata in
tegame con alloro e salsa di pomodoro.
Pesce
Mangiare veneziano significa, innanzitutto gustare il pesce
dall'alto Adriatico. Si tratta di un pescato di grande qualità e di
varia tipologia che, grazie alla fantasia delle ricette, si gesta
alle variazioni gastronomiche più ardite.
Granchi, polipetti, cappesante e seppie vengono serviti con
soluzioni affinate che rimandano la particolare sensibilità e
signorilità dei veneziani. La granseola ad esempio è un grosso
granchio che diventa uno squisito antipasto sulle tavole della
Serenissima: viene gettato nell'acqua bollente e, a fine cottura,
insaporito con olio d'oliva, sale, pepe ed un pizzico di limone. Si
ha poi la scelta dei crostacei e dei molluschi, serviti bolliti o
saltati in padella, come i caragai, i caparossoli, le cupe longhe, i
peoci, le pevarasse con olio aglio e prezzemolo. Le cicale di mare,
bollite e condite poi con olio pepe e sale. Moteche e masanete,
granchi in momenti particolari della propria muta, le prime bollite
e le seconde fritte.
Un piatto che dimostra l'ascendente asiatica sulla gastronomia del
luogo è invece quello delle sarde in carpione cioè brasate ed
accompagnate da cipolla, uva sultanina, canditi, pinoli e aceto, con
la successione tipica di cibo salato e dolce.
Tra i primi piatti di pesce sono da ricordare i delicati risotti,
preparati con pesce, crostacei e verdura. Così, il risotto al nero
di seppia, quello con i gamberi, con l'anguilla, con i ghiozzi e le
cappe.
Tra i secondi piatti le seppie in tegame, le anguille in umido e
tutto il pescato dell'A¬driatico; sardine, rombi, moscardini,
cefali. Un posto di totale rilievo occupano il bacalà in teda ed il
bacalà mantecato, baccalà cucinato in tegame con prezzemolo, burro e
pomodoro, formaggio e acciughe; oppure cucinato con il latte e
mescolato fino a diventare una sapori¬ta crema.
Piatti della tradizione
La cucina veneziana è molto controllata negli ingredienti e nei
grassi. Poco lardo, poco burro, abbastanza olio. Aglio, cipolla,
prezzemolo e rosmarino sono le erbe principe di questa cucina,
aiutate dall'alloro in alcune occasioni.
Una cucina varia, vasta nella scelta, nel gusto, nella preparazione
fantasiosa dei diversi ingredienti di cui è composta.
Raramente una carne, un pesce o una verdura giungono cucinati in una
sola maniera. Basti pensare al più semplice di tutti, la polenta. Ma
con quanti altri ingredienti viene accostata, creando ogni volta un
piatto diverso? Polenta e funghi, polenta e luganeghe, polenta
pastissada. Tra i primi risalta comunque la pasta e fasioi, minestra
di fagioli cucinata con dei pezzi di cotenna di maiale per
insaporirla e condirla, in questa si fa cucinare poi la pasta,
normalmente pasta corta o tagliatelle rotte a pezzetti.
Se la stagione è propizia, merita un assaggio un piatto di bovoleti
agio e ogio, vale a dire quelle lumachine che si trovano sulle siepi
dopo la pioggia, opportunamente purgate nella crusca, lessate e
condite con olio, aglio e prezzemolo.
Tra i piatti che hanno fatto la storia della gastronomia lagunare si
trova il fegato alla veneziana, forse la più nota delle specialità
della Serenissima, si tratta in pratica di fegato affettato e cotto
in un soffritto di olio, cipolle, burro e prezzemolo.
Tanti tipi di biscotti
Tra i dolci, la pasticceria veneziana si contraddistingue per la
grande varietà di biscotti secchi. I più noti sono i baicoli. Di
forma allungata e sottile, friabili, questi biscotti prendono il
nome da un piccolo pesce simile al branzino.
Sempre legati alla tradizione sono i brutti ma buoni, i dolci dei
morti a base di mandorle e pinoli e gli essi a base di uova e burro
e dalla tipica forma ad esse. E ancora gli zaleti, dolcetti a base
di uvetta e granoturco, che intinti in vini dolci come il Vin Santo
e lo Zibibbo, rappresentano il tipico dessert delle caratteristiche
osterie veneziane. Gli stessi ingredienti, accompagnano la
preparazione del pan dei dogi e dei golosessi, a cui sono aggiunti
noci, mandorle e cacao. A Carnevale poi i veri primi attori dei
balli in maschera sono i Balani, e ancor più le frìtoe, frittelle
fatte con un impasto di farina, uvetta, zucchero, lievito e latte.
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