Canal Grande
La via più bella del mondo" fu definito il Canal Grande nel
Quattrocento e infatti, sebbene le atmosfere lagunari si impongano
con le loro vigorose sensazioni visive, il canale è sempre stato uno
spazi effettivamente urbano, una "via" dove i palazzi si affacciano
apertamente sull'acqua con portoni e approdi, unendo le strette
unità edilizie medievali e unendo gli antichi e i recenti poli
funzionali.
Il canale è anche elemento fisico indispensabile alla sopravvivenza
di
Venezia: nell'ampio e serpeggiante percorso distribuisce l'acqua
delle maree in 45 rii minori, rendendo sicuro il ricambio e la
pulizia, orientato in diverse direzioni.
Più grande un tempo, e di incerti confini, deve l'attuale sviluppo a
continui interventi di allineamento e rafforzamento delle rive
iniziati in epoca gotico. In origine assolveva a una funzione
portuale, porto-canale di una navigazione ancora lagunare, e
comunque percorso acqueo obbligato per il trasporto delle merci al
nascente mercato di Rialto.
Perso il ruolo portuale, compreso dal botro di S. Marco, Canal
Grande diventa il luogo dove la nobiltà veneziana rappresenta se
stessa costruendovi le sontuose dimore.
Per primi, nel '400, vi si insediano i Foscari e i Ciustinían, che
iniziano un periodo edilizio straordinario che si chiuderà nel '700,
esprimendo tutto il repertorio dei modi gotici, rinascimentali e
barocchi.
Raggiunto da S. Marco il ponte di Rialto, il percorso si 'muove
lungo la sponda meridionale del Canal Grande fino a palazzo Grassi.
Questo tratto è servito dalle linee di vaporetti ACN I e 82, fermate
Rulla S. Angelo, S. Samuele.
Mercerie
È il percorso che, con inizio presso la torre dell'Oro conduce
velocemente dal centro politico-religioso di S. Marco al mercato di
Rialto, vero centro commerciale di Venezia.
La strada, che presenta una densa e peculiarità struttura edilizia
distribuita su strette e frequenti calli, ha mantenuto originaria
finalità mercantile, con un susseguirsi continuo botteghe di ogni
genere di merci. Quest'area raffigura il nucleo generatore di
Venezia, dove si è formato il forte tessuto urbano della città
bizantina del X secolo.
S. Zulian
La chiesa di S. Giuliano, dalla bianca facciata di pietra d'Istria,
domina con la propria grandezza e le severe forme rinascimentali il
piccolo e irregolare campo-crocevia; di antica formazione e
riedificata nel 1105, è stata rifatta nelle attuali forme da Jacopo
Sansovino dell'unica navata interna, da vedere i dipinti di Palma il
Giovane: Gloria di S. Giuliano, l'Assunta, i Ss. Giovanni
evangelista, Giuseppe e Antonio e Risurrezione; al Veronese si deve
invece la pala con la Pietà.
S. Salvador
Questa chiesa di antica origine si affaccia sull'omonimo campo con
la bianca facciata, rinnovata nel 1663 da Giuseppe Sardi. L’enorme
edificio fu realizzata nel XVI secolo con l'intervento di diversi
architetti, tra cui Tullio Lombardo, il Sansovino e Vincenzo
Scamozzi.
Nel ricco patrimonio di opere d'arte conservate spiccano il
monumento del doge Francesco Venier del Sansovino e la bella
Annunciazione di Tiziano cui si deve anche la Trasfigurazione
sull'altare maggiore.
Campo S. Bartolomio
In passato attivo luogo di commerci, testimoniato dalla presenza sul
Canal Grande di palazzi-fondachi come quello dei tedeschi, è oggi un
luogo ritrovo prediletto dai veneziani. Al centro è il monumento a
Carlo Goldoni.
Sulla destra prospetta il trecentesco palazzo Moro, a sinistra la
chiesa di S, Bartolomio sorta nel XII secolo e destinata in origine
a luogo di culto della comunità tedesca che aveva qui il suo
magazzino.
Ponte di Rialto
Le due aree commerciali che, nel XII secolo, insediavano l'odierno
campo S. Bartolomio e la ruga degli Orefici furono unite attorno al
1170 da un primo ponte su chiatte, apribile per fare passare i
velieri. E fino all'800 il ponte di Rialto rappresentò, con la
grande arcata gettata nel punto più stretto del Canal Grande,
l'unica connessione tra le due parti della città.
distrutta a più riprese la struttura stabile in legno del 1264, fu
rifatta nel 1444 nello stesso materiale, con un transito tra due ali
di botteghe e la parte centrale mobile per consentire il transito
delle navi.
Agli inizi del '500 la Repubblica, per riedificare, esaminò progetti
del Sansovino, del Palladio e, forse, Michelangelo, ma diede
l'opera, ad Antonio Da Ponte, che ne curò la ricostruzione in pietra
nel 1588-91. I tre percorsi pedonali sono ricavati tra due file di
botteghe, raccordate al centro da due archi di maggiori proporzioni.
Fontego dei Tedeschi
Il fondaco, oggi popolato dalle Poste, fu la sede per secoli dei
mercanti germanici. Esistente già all'inizio del XIII secolo, fu
riedificato nel XVI a pianta quadrilatera con corte interna a
loggiati sul quale sporgevano magazzini e botteghe.
La facciata sul Canal Grande, che con quella angolare sulla riva
opposta del palazzo dei Camerlenghi inquadra la vista del ponte di
Rialto, era abbellita da affreschi di Giorgione e Tiziano.
Rive del Ferro e del Carbon
Sono le due fondamenta che, dal ponte di Rialto,rasentano per un
certo tratto il Canal Grande. La rassegna di palazzi che vi sporgono
rappresenta una piccola antologia dell'architettura civile lagunare.
Palazzo Dolfin-Manin riconoscibile per il sottoportego lungo il
Canale, fu innalzato per il procuratore di S. Marco Giovanni Dolfin
su progetto del Sansovino; nel palazzo Bembo con reminiscenze
veneto-bizantine e splendide pentafore, abitò il cardinale Pietro
Bembo.
In palazzo Loredan e in Ca' Farsetti, edifici veneto¬bizantini dei
secoli XII-XIII profondamente rinnovati, ha sede il Municipio: nel
primo, ancora originali sono il loggiato inferiore e la polifora del
piano nobile che abbraccia l'intera larghezza della fronte; analoga,
ma di diverse proporzioni, la composizione della facciata del
secondo.
S. Luca
Distaccata dal campo omonimo, la chiesa rivolge il fianco destro sul
campiello e la facciata sul rio di S. Luca. D'antica origine e più
volte rifatta, fu rifabbricata nel 1832.
Tra le opere d'arte, da rimarcare Madonna in gloria e S. Luca del
Veronese e il Miracolo di S. Lorenzo Giustiniani di Karl Loth.
Campo Manin
Assunse l'attuale conformazione dopo le demolizioni ottocenteschi.
AI posto della chiesa si erge ora il palazzo della Cassa di
Risparmio di Venezia di Pier Luigi Nervi e Angelo Scattolin,
rilevante per le agili e plastiche nervature interne e per la
rilettura della tradizione architettonica veneziana della facciata.
Su calle della Vida si arriva velocemente il tardogotico palazzo
Contarini del Bovolo innalzato a cavallo tra il XV e il XVI secolo.
È celebre per la splendida scala elicoidale esterna a forma di
chiocciola che s'aggancia armonicamente alla bella fronte.
Campo S. Beneto
Sul campo, che mantiene al centro il rialzo che indica della
presenza di pozzi di raccolta dell'acqua piovana, domina la facciata
di palazzo Fortuny del secolo XV, comperato a inizi '900 dal pittore
spagnolo Mariano Fortuny y Madrazo e ora sede in parte del Museo
Fortuny con opere dell'artista esposte in sale da lui stesso
arredate.
Nella chiesa di S. Beneto, ristrutturata dal 1619, si deve a
Bernardo Strozzi il Martirio di S. Sebastiano, mentre è di
Giandomenico Tiepolo il S. Francesco di Paola.
Campo S. Angelo
La sua grandezza è conseguente alla demolizione, nel 1837,
dell'antica chiesa dell'Angelo Mi¬chele. Due larghi rialzi lo
caratterizzano e vi affacciano i quattrocenteschi palazzi Duodo e
Dritti, simmetrici per caratteri stilistici e sobrietà compositiva,
nonché il seicentesco palazzo Trevisan-Pisani.
Corte dell'Albero
Si apre, in forma irregolare, tra alti palazzi tra cui casa Nardi in
stile veneto-bizantino e, verso il Canal Grande, palazzo Sondi
Domenico Rossi, con abbagliante affresco di Giambattista Tiepolo nel
salone. sulla riva del canale vi è l'ingresso da terra li palazzo
Corner Spinelli, conseguito da lauro Codussi alla fine del '400:
opera di modifica dal tardogotico al rinascimento.
Campo S. Samuele
Forma uno degli ambienti più particolari del Canal Grande, anche per
la presenza di alberi che ombreggiano lo spazio contenuto tra
l'antica chiesa di S. Samuele rimaneggiata nel '600, il seicentesco
palazzo Malipiero e il grande palazzo Grassi conseguito su progetto
di Giorgio Massari, l'ultimo grandioso edificio patrizio costruito
sul Canal Grande.
Dimora di rilevanti manifestazioni artistiche regolate dalla
fondazione omonima, è di forme classicheggianti nel prospetto e si
sviluppa intorno a un cortile quadrato con grandioso scalone
affrescato.
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