Arsenale di Venezia
S. Giorgio dei Greci
Fa parte del complesso facente parte alla comunità greco-ortodossa,
la più importante fra quelle straniere nella Venezia del
rinascimento. AI centro dell'area s'alza il volume della chiesa,
bipartito in due piani e di eleganti linee ancora lombardesche sui
fianchi. Dietro l'alta stretta facciata si nasconde una armoniosa
aula rettangolare, ricca di pitture e icone bizantine e divisa dal
presbiterio triabsidato da un'iconostasi marmorea ornata di tarde
pitture bizantine a fondo oro. A fianco della facciata si alza
l'elegante campanile, considerevolmente inclinato dai tempi della
costruzione. Gli altri edifici della comunità accolgono l'istituto
ellenico di Studi bizantini e post-bizantini e, nella Scuola di S.
Nicolò dei Greci, il Museo dei Dipinti sacri bizantini.
Scuola di S. Giorgio degli Schiavoni
Oltrepassata la chiesa di S. Antonin, cambiata dal Longhena e in
parte chiusa da altri edifici, si giunge alla Scuola istituita dalla
confraternita dei Dalmati (Schiavoni), con facciata di gusto
sansoviniano.
Nella sala al piano terreno, l'importante ciclo pittorico dipinto
dal Carpaccio comprende un meraviglioso S. Giorgio che uccide il
drago, la Vocazione di S. Matteo e la Visione di S. Agostino.
Campo S. Francesco della Vigna
Attraverso una Venezia affascinante e appartata, superato palazzo
Contarini della Porta di Ferro con ampia corte interna, si supera il
loggiato a ponte di Alvise Pigazzi e si entra in questo articolato
spazio urbano, dominato dalla chiesa e così configurato dal
Sansovino nel XVI secolo.
S. Francesco della Vigna
Si allungava qui una vigna, che il figlio del doge Pietro Ziani
abbandonò con testamento nel 1253 per la realizzazione della chiesa.
Il semplice, elegante prospetto seicentesco dell'ex Scuola di S.
Pasquale Baylon introduce l’enorme tempio, sorto in stile gotico per
i Francescani nel 1300, artefice Marino da Pisa, e riedificato su
progetto del Sansovino, giungendo a compimento grazie al Palladio
cui si deve la facciata.
L'interno di S. Francesco
A croce latina con unica vasta navata ottenuta modificando le due
laterali in cappelle e profondo presbiterio, mantiene l'impronta
classica del disegno del Sansovino.
Un importante ciclo di sculture di Pietro Lombardo e scolari decora
la cappella Giustiniani a sinistra del presbiterio, dove sono i
monumenti funebri del doge Andrea Dritti e della sua cerchia.
Campi della Celestia e di S. Terita
Si trovano in una zona periferica e appartata, ma ricca di incanti.
sul primo prospetta l'ex convento delle Monache cistercensi
articolato intorno un chiostro porticato di chiaro gusto palladiano,
che ora è in parte occupato dall’Archivio storico comunale.
II secondo, che ha perso la chiesa cui è ancora dedicato, demolita
nell'800), è comunque denso di fascino per il misurato ambiente
edilizio che lo circonda e che prosegue oltre il luminoso rio.
Poco lontano, si erge il merlato palazzo Magno, che rappresenta tra
i più completi esempi di abitazione signorile gotico¬veneziana.
Silenzioso e solitario è l'allungato e alberato campo delle Gorne
dominato dall'alto muro dell'Arsenale che qui è caratterizzato da
grandi doccioni in pietra; il complesso sovrasta sulle basse
costruzioni del popolare quartiere producendo effetti prospettici e
ambientali abbastanza affascinanti.
Arsenale
Una cinta di alte mura accerchiata da canali naturali e artificiali
limita il grandioso articolato di cantieri, officine e depositi da
cui uscirono le flotte veneziane. Sorto nel 1104 impossessò con
allargamenti successivi una vasta porzione della città; di
particolare rilievo gli interventi della seconda metà dei '400, che
trasportarono alla costruzione dell'Arsenale Nuovissimo, e della
seconda metà del '700.
Architetture dell'Arsenale
L'ingresso da terra è distinto dallo risplendente portale,
strutturato come arco trionfale con attico decorato da un grande
leone marciano attribuito a Bartolomeo Bon.
Nel 1692-94 il ponticello venne modificato a cura di Alessandro
Tremignon in una terrazza cinta da cancellata con statue allegoriche
barocche, ai cui lati furono posti due enormi leoni marmorei, preda
di guerra di Francesco Morosini.
L'ingresso acqueo è costeggiato da due torri conseguite nel 1686.
L'area del primitivo insediamento, cioè Arsenale Vecchio, contiene
l'edificio del Bucintoro, attribuito a Michele Sanmicheli, dove
veniva accolta l'imbarcazione dogale che solo gli "arsenalotti"
potevano portare durante le cerimonie pubbliche; due pregiati
tettoie acquatiche e il lungo fabbricato degli Squadratori destinato
alle operazioni di squadratura Tossatura delle navi.
Nell’'area intorno alla Darsena grande arsenali corrispondente agli
ampliamenti tre-quattrocenteschi, sono collocati rilevanti edifici
cinquecenteschi, tra cui le Gaggiandre, i enormi cantieri acquatici
che sono assegnati al Sansovino.
L'officina contiene un'interessante raccolta di imbarcazioni
storiche. Lungo il lato sud dell'area si ingrandiscono le corderie
della Tana, innalzate nel 1303 e ristrutturate nel 1579¬85 da
Antonio Da Ponte, che erano destinate magazzino della canapa.
Isola di San Pietro
Appartata e affascinante all’estremità orientale dell’area urbana,
fu quasi sicuramente la prima abitata di tutta la città insulare,
accogliendo dall'VIII secolo al 1807 il potere religioso di
Venezia. Il campo S. Pietro aperto sull'ampio canale omonimo e
rimasto a "campazzo" erboso, è un angolo immutato e silenzioso,
dominato dall'isolato campanile rinascimentale che fu riedificato.
Vicino al degradato palazzo già patriarcale emerge la chiesa di S.
Pietro di Castello, che fu sede vescovile dal 775 al 1451 e quindi
patriarcale fino al 1807. La monumentale facciata di linee rigorose,
fu innalzata su progetto del Palladio.
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