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Venezia si trova nella
Regione Veneto.
Venezia
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Storia di Venezia
Alla fine del VI secolo con la comparsa dei longobardi spinse
le popolazioni della città venete verso le terre emerse della
laguna. Venezia risale al VII secolo, quando prende forma un centro bizantino, con
magistrature locali, dipendenti dall'esarca di Ravenna: i centri più
rilevanti di questo ducato lagunare sono Cittanuova-Eraclea, dimora
del potere politico e centro culturale, Grado, sede del patriarca, e
Tortello, centro di traffici.
Agli inizi del IX secolo la sede del doge viene spostata da
Malamocco, sul mare aperto, all'interno della laguna, su un gruppo
di isolette che insieme formano la civitas Revoalti. Su queste
piccole terre emerse, collegate via via fra loro fino a costruire un
unico insieme solcato da una fitta rete di canali, si forma nei
secoli IX e X il primo centro della città.
Il difficile ambiente della laguna suggerisce la realizzazione di
Venezia per nuclei urbanistici elementari - le insule - che si
forniscono di infrastrutture essenziali per la vita, a iniziare
dall'approvvigionamento idrico. L'organismo urbano si unisce via via
secondo il modello ripetuto delle insule, tipologie insediative che
dettano l'organizzazione compositiva oltre che la definizione stessa
degli elementi costitutivi d'acqua e di terra: canali e campi, rii,
campielli, salizzade; corti, rughe, calli; ponti, pontili.
L'insediamento prende forma in nuclei disseminati, intorno a
parrocchie, su terre emergenti nel bacino lagunare, cui altre si
uniscono a esso naturalmente sottratte per il rafforzamento dei
nuclei esistenti o la formazione di nuovi.
Fra i nuclei, alcuni prendono col tempo un ruolo di relazione,
costituendosi come poli funzionalmente differenziati.
Col tempo la comunità attirata da Rialto si andava rafforzando ed
otteneva dall'Istria e dall'entroterra slavo legno e schiavi da
rivendere nell'impero bizantino e nei porti musulmani mentre da
Bisanzio importava spezie e prodotti di lusso.
Nel corso dell'XI secolo poi la flotta lagunare cooperò con quella
bizantina per vanificare i tentativi di espansione nei Balcani del
nuovo regno normanno dell'Italia meridionale, conseguendo in cambio
molti privilegi commerciali a Costantinopoli. Alla fine del XII
secolo il prestigio e la potenza di Rialto giungono un livello
altissimo: nel 1177 si incontrano qui il papa e Federico I per porre
fine alla guerra tra Chiesa e Impero.
Nel 1204 Costantinopoli viene occupata da lagunari e crociati, che
si spartiscono l'impero bizantino. Rialto assume il nome di Venezia,
emblema di un progetto di egemonia sul proprio entroterra, da
principio economica nei secoli XIII e XIV, poi diretto controllo
politico dopo il 1420.
La città di Venezia nel 1169 viene predisposta in sestieri: tre sulla riva
sinistra del Canal Grande (Cannaregio, S. Marco, Castello) e tre su
quella destra (S. Croce, S. Polo, Dorso duro).
La forma urbis è quella di uno spazio edificato a forma di pesce,
scavato dalla doppia ansa del Canal Grande e da una rete di canali
minori, che circoscrivono gli isolati urbani, ognuno dotato di una
piazza con un pozzo, e di una chiesa parrocchiale.
Nel XIV secolo viene allargato l'Arsenale, si innalzano grandi
magazzini per le scorte alimentari, vengono costruite nuove chiese,
conventi e "scuole".
Il '300 è un secolo tragico: la peste del 1348, crisi politiche, la
distruzione di Chioggia nel 1379 da parte Genovesi. La vittoria su
Genova per il dominio del Mediterraneo centrale e orientale e quella
su Milano per il controllo di un territorio che si allarga da
Bergamo alla Dalmazia fanno di Venezia intorno al 420 la più grande
potenza del mediterraneo.
Già durante la costruzione della città bizantina e oltre, nell'età
gotica, procede con crescente energia il processo di urbanizzazione
e rafforzamento della struttura di Venezia.
Nello stesso tempo si assiste alla effettuazione di un organico
sistema urbano e territoriale policentrico, per parti e zone
specializzate. Nel corpo della città, si pensi alle indicazioni
funzionali e di ruolo di Rialto, San Marco, dell'Arsenale, delle
aree di ubicazione produttiva sul bordo lagunare di fronte a Murano
alla Giudecca.
A una scala più vasta, si pensi al decentralizzazione e alla
specializzazione produttiva che contraddistingue il bacino lagunare
nel suo insieme: la pesca a Chioggia, l'agricoltura e la produzione
ortofrutticola lungo il bordo lagunare di Mestre e su alcune isole,
l'industria del vetro a Murano, l'artigianato specializzato a Burano.
La dominazione veneziana
Nel 1420 viene superata la rottura dello spazio veneto fra regione
lagunare ed entroterra, e viene posta fine alla suddivisione in
comunità politiche in competizione fra loro. Venezia assegna alla
regione unità e "legge e ordine". Nel capoluogo si raccoglievano le
attività manifatturiere più importanti e redditizie: cantieri
navali, armi, lavorazione della seta, del vetro ecc.
Le altre città ingrandivano settori di minore importanza economica,
con specializzazioni in funzione del mercato veneziano: lavorazione
della lana a Padova, Vicenza, Treviso; telerie e cordami a Verona;
tessuti di lino a Rovigo.
Il patriziato veneziano riconvertì larga parte dei propri capitali
dal commercio e dal credito all'agricoltura e volle dare a questo
nuovo orientamento una sgargiante espressione simbolica di presa di
possesso della campagna.
Le ville, centri padronali di grandi proprietà agricole, a metà fra
la dimora rurale aulica e il palazzo di città.
La città lagunare arriva i 150.000 abitanti nella prima metà del
'500. Dopo I'incendio del 1514 che cancellò case e palazzi attorno a
Rialto, procede a riedificazioni e ornamenti. Le pesti del 1576 e
1630 fa diminuire la popolazione urbana che velocemente si
ristruttura per immigrazione dalla terraferma.
Nel '500 e '600 sono ancora molteplici le nuove realizzazioni o le
radicali ricostruzioni, mentre nel '700 dominano i lavori di
manutenzione. L'impianto della città non è mutato dalla costruzione
nel 1589 delle Fondamenta Nuove, ai bordi della città verso la
terraferma, e delle Zattere, lungo il canale della Giudecca.
Fino al 1846, Venezia è raggiungibile solo per via d'acqua e il
punto di attracco principale, non solamente dal mare aperto, ma
anche dalla terraferma partendo da Fusina, è la riva di S. Marco,
dove in uno spazio ristretto si condensano le principali attività
politiche, amministrative, religiose.
Il lento declino della popolazione urbana nel '700 velocizza in età
napoleonica, dopo la perdita della dominazione sulla terraferma:
divenuta poco più di un capoluogo di provincia, Venezia ha 100.000
abitanti nel 1807 e 98.000 nel 1820.
La prima metà dell'800 è contraddistinta da demolizioni e chiusure
di palazzi, chiese, teatri. I primi interventi ottocenteschi hanno
come oggetto i principali percorsi pedonali fra la nuova stazione
ferroviaria e la zona di S. Marco e Rialto: ponti sul Canal Grande,
all'Accademia e agli Scalzi e apertura della Strada Nuova nel 1867,
dopo l'annessione al regno d'Italia. Un punto di cambiamento è
l’esecuzione della stazione marittima, unita alla stazione
ferroviaria.
La crescita demografica è nutrita dall'immigrazione e ostacolata da
una elevata mortalità urbana, causata dalle pessime condizioni
abitative.
Grandi fabbriche si insediano nelle zone di margine dello spazio
urbano lagunare e viene modernizzato l'Arsenale. Nei primi anni dei
'900 si pone il problema di una moderna crescita portuale e
industriale: ingrandire con nuovi moli il porto insulare.
Nel 1904 viene fatta la scelta, ostacolata, di Marghera. Lo Stato
finanzia lo scavo di un canale che parte dalla Giudecca e
l'imbonimento parziale delle barene.
La Grande Guerra rende favorevole la concretizzazione nel 1917 di
una zona industriale vicina al porto. Il territorio comunale si
accresce con l'annessione di Marghera nel 1917 e di Mestre e altri
comuni nel 1923 e 1926.
Nel 1932-33 l'impianto della nuova città bipolare si integra con il
ponte translagunare automobilistico e la stazione delle autolinee di
piazzale Roma. L'esodo dei veneziani nei nuovi quartieri
dell'abitato mestrino è provocato dal persistere di un forte disagio
abitativo, nel centro storico. II sestiere di S. Marco si
"terziarizza" e a S. Polo si rafforza l'elevata ammassamento di
attività commerciali iniziata negli anni '30 dei '900.
I lavoratori pendolari che dai quartieri di terraferma confluiscono
nella città lagunare sono cinque volte più numerosi dei 5000
veneziani che, alla metà degli anni '70, lavorano nelle industrie di
Marghera e nelle attività commerciali di Mestre. Venezia, come tutti
i centri storici, si sta svuotando di persone e insediando di
funzioni.
Capire e apprendere Venezia significa accostarsi all’insolito mondo
della laguna, ambiente naturale unico, al tempo stesso assai ricco
di dichiarazioni d'arte e di cultura materiale. Di quelle abitate,
certo le più famose sono la Giudecca e Murano: la prima, partecipe
della centralità del bacino di S. Marco, l'altra, centro
dell'industria vetraria. Burano, Mazzorbo e Torcello hanno
l’attrazione di testimonianze di un passato urbano rilevante in un
mondo d'acqua e terra dai confini sfuggenti.
Nato fra i vecchi nuclei di S. Nicolò e Malamocco, il Lido assurge
nell'800 ai sfarzi della villeggiatura internazionale, legata alle
cure balneari, di una società cosmopolita che si rimandava
precisamente nello stile eclettico e moresco dei grandi alberghi,
nelle architetture liberty dei villini.
Altre isole ospitano ospedali, attività culturali, mantenendo così
il ruolo di tramite tradizionalmente svoltovi dai monasteri e
mantenuto dal governo della Repubblica.
Prima fra tutte S, Giorgio Maggiore, rinnovata dagli interventi dei
più ,grandi architetti e oggi centro di attività di alto livello
culturale. San Francesco del Deserto e S. Lazzaro degli Armeni, due
realtà cariche di storia e arte risalenti al XIII secolo, hanno
mantenuto le antiche funzioni conventuali.
La Grazia, S. Clemente, S. Sèrvolo, già sedi di unici monasteri
riciclati come ospedali, si scagliano oggi verso diversi, molteplici
attività. Infine, nel cuore della laguna, a S. Michele e a S.
Cristoforo della Pace, raggruppate in un'unica isola, riposano i
defunti. Prima tappa di un particolare itinerario di laguna, che
tocchi San Ariano, delicato e verde isola-ossario, il piccolo
cimitero di Mazzorbo e il Beth Chaim ebraico di San Nicolò, tra i
più antichi e dolorosi del mondo.
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