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Villa Borghese
La nuova apertura del complesso di Villa Borghese, dopo anni di
lavori, ha riprodotto l'inizio della rinascita dei musei della
capitale dopo un lungo periodo di decadenza, ma ha anche mantenuto
la definizione di "regina" delle raccolte private che è stata
identificata al raffinato collezionismo dei Borghese, inclini ad
gradire i marmi antichi, i capolavori dell'arte rinascimentale e
barocca.
I’iniziatore delle raccolte è il cardinale Scipione, che le
incominciò nel 1608: la collezione di marmi e sculture, cui unificò
gli esemplari donatigli da Paolo V e originari dall'antica S.
Pietro, venne donata per buona parte alla Francia dal principe
Camillo Borghese in età napoleonica e ancora formata con quanto
trattenuto nel casino, nel palazzo Borghese e nelle ville
extraurbane.
Museo Borghese.
L'allestimento di statue, busti e gruppi antichi è pensato ancora
secondo il gusto di inizio '800, che accordava i pezzi con gli
ambienti con un intento a metà tra collezionismo e museo; a essi si
conduce, quasi sempre al centro di ogni sala, un gruppo statuario
moderno opera per lo più dell'artista preferito dai Borghese, Gian
Lorenzo Bernini.
Un connubio che si nota già nel portico, dove i ritrovamenti del
passato quasi ricoprono le pareti, e che presiede anche
all’ordinamento dell'ampio salone, dove entro nicchie sono 12 busti
di imperatori.
Con la sala già detta del Vaso inizia la serie dei capolavori: nella
celebre Venere vincitrice Antonio Canova rappresentò nel 1805
Paolina Bonaparte sorella di Napoleone e moglie di Camillo Borghese;
il Davide che lancia la fionda è opera giovanile di Gian Lorenzo
Bernini; altro capolavoro giovanile del maestro è il vibrante gruppo
di Apollo e Dafne; il Ratto di Proserpina, altro gruppo marmoreo di
Bernini, sosta al centro della galleria degli Imperatori, con 18
busti di imperatori in porfido e alabastro; all'originale in bronzo
si richiama l'Ermafrodito dormiente.
L'ultimo ambiente del Museo è stato modificato in un piccolo
concentrato di capolavori, dove staccano i dipinti dei Caravaggio
vanto della Galleria: Bocchino malato, Ragazzo con cane¬stro di
frutta, Madonna dei Palafrenieri, S. Girolamo, S. Giovanni Battista
e il coevo Davide con la testa di Golia.
Galleria Borghese.
La galleria fa una rassegna completa della storia della pittura
italiana dal '400 all'800, anche in riguardo degli ambienti spesso
affrescati.
Delle opere di Raffaello. il Ritratto di giovane donna con unicorno
e la Deposizione di Cristo. Al giovane Pinturicchio si deve il
Crocifisso con S. Girolamo penitente e S. Cristoforo.
L'opera del Garofalo documenta la pittura ferrarese, conosciuta e
confluita in gran quantità a
Roma
dopo che la corte degli Estensi era diventata parte dello Stato
pontificio.
L'influsso di Leonardo è testimoniato dal Cristo benedicente di
Marco d'Oggiono, dalla Madonna in atto di allattare il Bambino del
Giampietrino, dalla Pietà di Sodoma.
Dipinti del Cinque e Seicento.
Un enorme affresco, Concilio degli dei, di Giovanni Lanfranco guarda
le opere del secondo '600, campo di contesa tra caravaggisti e
carraccisti; alla prima corrente offrono omaggio il Mosè con le
tavole la legge di Guido Reni e il Concerto Gherardo delle Notti. Di
Gian Loren Bernini sono i Ritratti dipinti ma anche ritratto del
cardinale Scipione Borghese e busto di Paolo V, come pure
quell'imitazione di statue antiche che è il gruppo de capra Amaltea
che allatta Giove e un picco fauno e il modello per il monumento
equisire a Luigi XIV.
II '500 lombardo-veneto ha in Giovanni Girolamo Savoldo un esponente
di rilievo; tra le più alte interpretazioni della pittura del tempo
va posta l'Ultima, cena di Jacopo Bassano. Verso la maniera d
Michelangelo sono orientate la Natività d Giorgio Vasari, le
Allegorie della scoperto dell'America e del Creato di Jacopo Zucchi.
I ritratti di Monsignor Merlini di Andrea Sacchi e di Marcello
Sacchetti di Pietro da Cortona testimoniano il cambiamento operato
in questo genere pittorico barocco anche dal breve località romano
di Rubens, cui appartiene la splendida Pietà.
Rinascimento veneto.
Il trionfo della pittura veneziana del rinascimento è celebrato dal
Ritratto d'uomo di Antonello da Messina, dalla Madonna col Bambino e
i Ss. Flaviano e Onofrio di Lorenzo Lotto, dalla Madonna col Bambino
di Giovanni Bellini, dal Ritratto femminile.
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