Roma

I primi insediamenti.
La più grande metropoli del mondo antico iniziò da una serie di piccoli abitati lungo l'estremo corso del Tevere. La progressiva unione di quei villaggi portò alla nascita, attorno alla metà del IX secolo a.C., di una struttura urbana certamente rafforzatasi all'epoca della mitica "istituzione" della città nel 753 a.C.

Dopo la fine della monarchia, contrassegnato da grandi opere pubbliche, con l'inizio dell'età repubblicana Roma comincia l'assorbimento delle popolazioni che tentano di ostacolare l'espansione nell'Italia centro-meridionale e nell'Etruria.

Alla fine delle guerre puniche e macedoniche nel III secolo a.C. la città è ormai la più grande potenza mediterranea. Intanto un grande sistema viario si è snodato a unire con le province e una rete di acquedotti viene creata dal IV secolo a.C, per fornire la capitale, che sempre più si accresce e amplia la sua popolazione.

L'età imperiale.
Alla fine dell'età repubblicana, l'Italia sottomessa a Roma si presentava come un insieme differente di comunità alle quali ordinamenti politici centrali riuscivano dare un'uniformità limitata. Il passaggio al'età imperiale segna l'esigenza di dar sbocco istituzionale al rapporto tra il potere militare e politico, come in effetti si ebbe con il triumvirato.

L’ulteriore lotta tra Pompeo e Cesare e in fine con la piena nomina del potere d parte di quest'ultimo. Straordinario è il numero delle riforme di Ottaviano Augusto negli anni del suo governo, che assegnarono alla città segni rimasti fondamentalmente uguali fino al basso impero.

La città, ancora per lo più edificata in legno e nella quale la densità abitativa era andata vertiginosamente aumentando nell'ultimo secolo della repubblica, era spesso soggetta a incendi.

Con Traiano (98-117), mentre l'impero giunge alla sua massima espansione, Roma si dota di grandiosi monumenti e sotto gli Antonini arriva al suo ,massimo splendore.

Il trionfo del cristianesimo.
Aureliano (270-275) è l'ultimo imperatore a provare con successo l'affermazione della egemonia  romana sull'impero. Ma, anche allegoricamente, la ribadita supremazia della capitale viene sempre più spossata dall’orientalizzazione dei costumi.

Diocleziano eletto imperatore dai suoi soldati nel 284, si avvolge di un diadema, simbolo

assolutismo orientale; ed è anche il primo imperatore a stabilire la sua sede non a Roma bensì a Nicomedia

Dopo un periodo di turbolento con la vittoria su Massenzio a Milvio, il 28 ottobre 312 Costantino e finalmente il potere. La sua azione è caratterizzato da un mutato atteggiamento verso la Chiesa cristiana.

Nel 380 un editto imperiale di Teodosio rende infine il Cristianesimo religione imposta nell'impero occidentale e la supremazia pontefice romano.

Roma nell'alto medioevo.
La forte diminuzione della popolazione, la grande trasformazione in chiese dei templi usi, il degrado del tessuto urbano mutarono lentamente i caratteri della città tra V e IX secolo; le guerre gotiche e la dominazione bizantina cooperarono a immiserire crudelmente.

Strutture edilizie e militari spuntano tra I'VIII e il XII secolo, mentre il Comune, dalla metà del XII secolo, cerca di ostacolare il potere temporale dei pontefici - il potere baronale, aiutando al contempo la rinascita dell'economia artigiana.

Finalmente Innocenzo III, nel suo lungo pontificato, riesce nell'impresa di rafforzare lo Stato della Chiesa, che si amplia fino ad Ancona e alla Romagna.

La città dei papi.
A cavallo fra '200 e '300 Roma è un grande centro di cultura per spinta delle scuole religiose, degno di gareggiare per fioritura intellettuale e artistica con Firenze e Venezia. Gli Ordini monastici si collocarono in città portando nuova linfa anche all'architettura del tempo.

I nuovi interventi non sono solo sulle strutture religiose, ma si allargano presto anche a quelle civili, con il lento inserimento a Roma di alcune classificazioni già da tempo proprie dell'Italia comunale.

Durante il papato avignonese l'attività edilizia sembra bloccarsi, ma già nel 1395 Bonifacio IX si angosciava dei restauri necessari almeno alle strade destinate a unire le chiese dell'itinerario penitenziale, badandovi con il danaro ricavato da elemosine.

Il ritorno dei papi a Roma dopo l'esilio di Avignone fu seguito dal cambiamento di sede papale da San Giovanni in Laterano a San Pietro, e anzi anticipato dall'acquisto di Cartel Sant'Angelo.

Dal XIV secolo, quindi, il centro della vita romana si spostò più vicino all'Oltretevere e ai quartieri protetti dalla "cerchia leonina", attirato dai luoghi in cui si preparava la maggiore e più diretta forma di autorità. La fine del XV secolo vede la sparizione delle fortezze baronali e l'inizio della realizzazione di nuove dimore patrizie.

Roma diventa la capitale di uno Stato, che fondamentalmente si manterrà per oltre tre secoli e mezzo nei suoi confini.

Il sacco di Roma.
Dopo il saccheggio delle truppe imperiali del 1527, che troncò la fioritura del rinascimento romano, sarà Paolo III Farnese a dare al recupero dell'antico una nuova grandezza intellettuale; di questo disegno è esempio ammirabile la risistemazione michelangiolesca del Campidoglio. E il percorso urbano per il corteo di Carlo V, disegnato con distruzioni di testimonianze dell’antico portate a nuova espressione nell’arredo urbano.

L'impronta del Bernini.
Il grande '600 romano, idealmente iniziato dal lavoro dei Carracci per gli affreschi di palazzo Farnese, è l'età di Gian Lorenzo Bernini. Forse nessun architetto ha lasciato un segno così forte come fece Bernini sulla Roma del XVII secolo.

Se il Campidoglio è il teatro migliore della concezione michelangiolesca della città; piazza S. Pietro lo è di quella berniniana. Pietro da Cortona è un altro grande esponente di questo indirizzo seicentesco, scenografie  e trionfante, mentre per l'antagonista di Bernini, Francesco Borromini, spazi contratti e  irreali sono superiori sugli accordi tra edifici e contesti.

Nuove tendenze dell'800.
La Roma francese vide il primo contrasto tra le esigenze di uno Stato laico e il potere temporale della Chiesa. Il sequestro dei grandi patrimoni ecclesiastici e il trasferimento a funzionari francesi e italiani laici delle funzioni amministrative permettono una prima industrializzazione e un miglioramento dell'agricoltura. Anche gli scavi archeologici e i nuovi progetti urbanistici ebbero impulso: la risistemazione di piazza del Popolo e alcuni azioni su chiese e palazzi di forte segno neoclassica sono il segno non breve di questa intensa restaurazione di Pio VII non riesce a estinguere il nuovo indirizzo, che in qualche misura proseguirà nei 50 anni successivi.

La Capitale postunitaria.
Roma è cresciuta rimanendo all'interno della sua condizione di capitale politica e morale, cioè ferma a uno stadio preunitario e preindustriale.

Come in una città medievale, nella Roma preunitaria gli spazi interni davvero vissuti erano snodati in isole urbane distinguibili, con i propri centri e le proprie specializzazioni. Il perimetro delle mura era sovradimensionato, effettivamente fermo rispetto a quello tracciato da Aureliano sedici secoli prima. Divenuta capitale di uno Stato nazionale, Roma sembrava dovesse  rompere con il passato.

La "questione romana" aveva tracciato un solco tra Stato e Chiesa, ulteriormente approfondito dalla legislazione laica versione della proprietà ecclesiastica.

Roma al giorno d'oggi.
Nel raggio di dieci chilometri dal Colosseo, il paesaggio è contrassegnato da un tessuto costruito in modo fittissimo, quanto non uniforme. Negli ultimi tre decenni Roma si è gonfiata dentro l'anello stradale del Grande Raccordo Anulare, oltre il quale è persino uscita in direzione ovest, mentre a sud-est si è quasi concretizzato un continuo urbano verso la foce del Tevere, anche oltre il Lido di Ostia e Fiumicino, per ora evitando la tenuta di caccia di Cartel Porziano e la pineta di Cartel Fusano. La città storica tuttora utilizzabili per usi non in contrasto rispetto a quelli originari - è innaturalmente confusa nella città contemporanea. Due città affiancate - con due destini diversi - si separano lo spazio romano.

Nel nuovo millennio, Roma si presenta come una grande capitale europea, che è stata capace di conservare il suo patrimonio culturale e monumentale, e però rivolta verso uno sforzo di modernizzazione per affrontare le sfide del futuro.

Roma si trova nel Lazio.

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